Ilenia Bocci

La verità sui solfiti

La verità sui solfiti

I solfiti del vino fanno venire il mal di testa. Ma da cosa dipende? E siete sicuri che non sia soltanto un luogo comune? Proviamo a rispondere ad alcune domande

vino rossoI solfiti sono una sostanza presente nei vini, e pensate che si trovano anche in quelli bianchi e da agricoltura biologica perché vengono prodotti naturalmente dalla fermentazione alcolica. Sotto forma di anidride solforosa vengono aggiunti artificialmente, per poter meglio preservare il vino durante le sue varie fasi della vinificazione. E’ appurato che i vini ottenuti da uve biologiche contengono meno solfiti degli altri perché i disciplinari di produzione sanciscono delle soglie più basse che si aggirano intorno alla metà della quantità solita rispetto appunto ai vini convenzionali.

Il vino contiene naturalmente una minima quantità di anidride solforosa che cambia in base alla tipologia del vino ed alle sue caratteristiche. Soprattutto dipende dalla componente zuccherina.

Consapevoli di ciò possiamo affermare che nessun vino è veramente privo di solfiti perchè sono comunque prodotti dalla fermentazione. A prescindere dalle normative che regolano le quantità dei solfiti nei vini esiste una presenza variabile da vino a vino della quantità che ne viene aggiunta. Sono da considerarsi comunque additivi dalle proprietà antiossidanti e conservanti. Il loro utilizzo in cantina è utile a prevenire contaminazioni durante la fase fermentativa e quindi ad ovviare a perdite di tempo e di prodotti ormai danneggiati. E’ da tener conto però che una buona ed attenta vinificazione consente di ridurre anche la metà dei solfiti presenti nel vino e molte aziende intendono muoversi verso questa direzione.

Quindi i solfiti fanno male? Di sicuro dell’anidride solforosa non se ne consiglia un utilizzo quotidiano, ma non è nemmeno tra le più avverse al nostro organismo che troviamo tra i conservanti usati dall’industria alimentare. E’ una sostanza che può generare reazioni allergiche ed ipersensibilità. La dose giornaliera massima raccomandabile è di circa 0,7 milligrammi al chilo rispetto al peso corporeo. Quindi una persona di 60-70 kg non dovrebbe assumerne più di 40 – 44 mg al giorno.

Il mal di testa che viene spesso attribuito ai solfiti può dirsi un falso mito. Molti alimenti come la frutta secca, crostacei, pesce in generale, pomodori ed altri alimenti contengono per natura queste sostanze. Perciò se una sera ci beviamo una buona bottiglia di vino accompagnata da uno dei cibi che ne possiedono una dose abbastanza considerevole sicuramente il mal di testa può verificarsi con molta facilità. E’ consigliabile perciò prestare attenzione a come consumiamo gli alimenti, alla qualità ed alla freschezza dei cibi che mangiamo. Inoltre selezionare vini di qualità lasciandoli ossigenare nel bicchiere prima di degustarli consente di abbassarne la percentuale di anidride solforosa di circa il 25 – 30%.

Ma oltre ai solfiti il vino contiene tante proprietà nutritive che non danneggiano affatto il nostro organismo. Un buon bicchiere di vino ci delizia il palato e ci rallegra l’anima. Basta rispettare la regola del bere bene e consapevolmente senza superare gli eccessi.