Ilenia Bocci

Sicilia: vitigni e ricette centenarie

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Una tra le regioni italiane in cui il legame tra la tradizione enogastronomica e quella culturale è tra i più rappresentativi dell’identità di un popolo è senza dubbio la Sicilia

L’isola possiede una lunga storia che racconta di contaminazioni culturali da parte di altri popoli passati per queste terre ma anche di immutate tradizioni come quella culinaria. Il territorio siciliano è estremamente vocato per la coltivazione della vite perché è caratterizzato da un clima mediterraneo molto caldo e dai venti che provengono dal mare. Il terreno è sabbioso e calcareo e questo influisce sulle caratteristiche organolettiche del vino prodotto dalle viti ivi coltivate. In Sicilia è possibile trovare vitigni a piede franco, ovvero che non hanno ottenuto l’innesto su piede americano quindi originari della loro terra. L’innesto sulle barbatelle americane è avvenuto perché alla fine del 1800 la Sicilia ha subito l’attacco della fillossera, un parassita che si nutre della pianta della vite. Gli effetti furono disastrosi in tutta Italia ma sicuramente meno presenti nelle regioni con terreni sabbiosi, come quello siciliano, in cui è più complicato l’attacco del parassita. Oggi i vitigni più coltivati sono Nero d’Avola, Frappato, Catarratto, Inzolia, Zibibbo, Grillo e Perricone.

Docg

Esiste una sola denominazione Docg, il Cerasuolo di Vittoria coltivato nelle zone dei comuni di Catania, Caltanissetta e Ragusa. La base ampelografica del vino vede in blend il Nero d’Avola ed il Frappato. Il primo vitigno apporta aromi particolarmente fruttati e la presenza di un buon tannino. Il Frappato ha caratteristiche eleganti, floreali, fruttate e dona acidità. Il risultato è un vino di un rosso rubino intenso con profumi di ciliegia e frutti rossi ed al palato risulta fresco e abbastanza sapido. E’ perfetto in abbinamento con carni bianche e, per i più scettici, è un vino rosso che si sposa perfettamente con primi piatti di pesce o verdure, come il tonno e pesci cucinati al forno.

Pasta alla norma

Semplice e facile da preparare è una pietanza ricca di profumi e sapori mediterranei. Ed è inoltre un piatto vegetariano. L’ingrediente principale è la melanzana che va fritta ed unita al sugo preparato con cipolle appassite in padella in olio e.v.o., pomodori tagliati a pezzettoni, sale, basilico ed un pizzico di zucchero. Attendere circa 20 minuti per la cottura ed infine unire alla pasta.

Trancio di pesce spada al forno

Un piatto in abbinamento alla Docg siciliana è il pesce spada cucinato con pomodori, pinoli, capperi e olive. Tutti gli ingredienti si mettono in una padella dopo aver fatto imbiondire la cipolla insieme ad uno spicchio di aglio. Alla fine si adagia il sugo sul trancio di pesce precedentemente cosparso con sale e pepe q.b. e si inforna per circa 20 minuti.

Doc

Le Doc siciliane sono 23. Tra quelle più conosciute c’è l’Etna, Alcamo, Faro, la Malvasia delle Lipari, Marsala, Pantelleria, Salaparuta. Pantelleria e Marsala meritano non una semplice citazione ma uno spazio dedicato unicamente a loro per la loro storia, coltivazione, vinificazione e gli abbinamenti possibili. Tra le altre denominazioni, il Salaparuta Doc è un vino prodotto dal vitigno Catarratto con un minio del 85% per la variante a bacca bianca. In blend sono permessi vini coltivati nella zona comunale di Salaparuta. Perfetto in abbinamento con pesce fresco e crostacei per il suo sapore pieno.

E per finire in dolcezza la Malvasia delle Lipari Doc prodotta con l’omonimo vitigno al 95%. La tipologia di terreno su cui viene coltivato il vitigno è di origine sabbiosa e vulcanica e ciò dona al vino le sue peculiari caratteristiche organolettiche composte da particolare dolcezza che si sposa alla sua buona acidità. Si abbina molto bene ai cantucci siciliani.

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