Ilenia Bocci

Frescobaldi: a Gorgona il vino dei detenuti arriva alla sua 5° vendemmia

Lamberto Frescobaldi festeggia con una degustazione verticale le cinque annate prodotte dai detenuti del carcere penitenziario dell’isola di Gorgona

Nel 2012 l’enologo ed imprenditore italiano riceve una email dal carcere penitenziario di Gorgona, indirizzata anche ad un centinaio di altri imprenditori del vino, per aiutare a produrre un vino migliore. L’interessante proposta venne accolta da Frescobaldi con piacere, così iniziò la sua avventura nel sociale volta al reinserimento dei detenuti nella società. Gorgona non ha sbarre, è un’isola-penitenziario in cui i detenuti vengono trasferiti durante l’ultimo periodo di detenzione per lavorare a contatto con l’ambiente naturale.

Il vino coltivato è il risultato di un blend di due vitigni a bacca bianca Vermentino e Ansonica, perfetti per l’ambiente pedoclimatico offerto dall’isola. La produzione prevede circa 2700 bottiglie ogni anno. L’investimento in denaro nel progetto dell’imprenditore è di 100mila euro, con cui paga e stipendia regolarmente i detenuti lavoratori. Quest’anno a giugno 2017 è stata presentata “Gorgona 2016” la quinta vendemmia di Gorgona, con una produzione di 4000 bottiglie. Splendida l’idea di raccontare attraverso le etichette di ogni annata la storia di Gorgona ed il fantastico equilibrio creatosi tra l’uomo e la natura. A causa delle alte temperature nei mesi di marzo ed aprile i germogli hanno sviluppato una maggiore fertilità. Dopo la raccolta manuale dei grappoli, avviene l’affinamento in barriques e dopo in acciaio per 6- 7 mesi. Il vino presenta un colore giallo paglierino e riflessi che tendono al dorato.

Al naso si avverte una sensazione minerale e la presenza di profumi come il timo, il rosmarino, frutta a polpa bianca come la pesca. In bocca il vino è morbido e si percepisce un’armonia tra la freschezza e la sapidità. Si può definire un vino complesso. Frescobaldi ha preannunciato la produzione di un vino rosso, 660 bottiglie in tutto, grazie alla presenza del Vermentino nero e del Sangiovese, un vitigno molto versatile ma che dona sentori più o meno accentuati in base al territorio in cui viene coltivato. Alcuni dei detenuti che hanno scontato la pena, usciti dal carcere, hanno trovato lavoro in alcune cantine ed ora lavorano come vignaioli o hanno potuto ricominciare la loro vita con gli stipendi guadagnati a Gorgona. Tanto di cappello ad un imprenditore che ha fatto del suo potere imprenditoriale non una mera operazione di marketing, bensì un concreto impegno nel sociale con ottimi risultati.