Manuela Di Vietri

Marilyn Monroe, La Dernière Séance, una mostra di foto inedite al DS World Paris

/

Dall’8 giugno 2017 al 6 gennaio 2018, il DS WORLD PARIS ospita la mostra Marilyn, La Dernière Séance (Marylin, The last sitting)

Due giorni e una notte scanditi da tre lunghe sessioni fotografiche nell’ambiente ovattato dell’hotel Bel-Air, a Los Angeles: è l’ultimo servizio fotografico realizzato da Bert Stern per Vogue nel 1962. I 59 scatti più emblematici dei 2.571 totali sono esposti al DS WORLD PARIS. L’evento è ideato da Olivier Lorquin, commissario della mostra e presidente del museo Maillol, con un allestimento firmato Hubert Le Gall. I visitatori scopriranno un mondo fatto di glamour, naturalezza ed emozione assieme ai modelli DS dell’attuale collezione e ad un esemplare raro: una DS 21 Cabriolet Export US del settembre 1966.

Per Julien Faux, direttore del DS World Paris, la mostra Marilyn, La Dernière Séance è «un modo di mantenere vivo il mito di questa donna eccezionale, all’avanguardia rispetto ai suoi tempi. È anche una bella occasione per accostare quest’artista senza tempo, diventata un’icona, allo spirito innovativo degli attuali modelli DS, nati da un’altra leggenda del 20° secolo».

Appuntamento al DS WORLD PARIS – 33 rue François 1er a Parigi. Entrata libera e gratuita.

Ideata da Olivier Lorquin, commissario della mostra e presidente del museo Maillol, e da Julien Faux, direttore del DS WORLD PARIS, Marilyn, la Dernière Séance ci porta indietro di 55 anni per vivere un momento molto intimo per la star, presentandoci il particolare rapporto che l’artista ha sempre avuto con la fotografia e i fotografi. Le fotografie sono state scattate da Bert Stern un mese prima della morte di Marilyn Monroe.

Secondo Hubert Le Gall, che ha lavorato all’allestimento delle 59 immagini per il DS WORLD PARIS, «sensualità e glamour sono le due parole che sintetizzano lo spirito di questa mostra. Ad affascinarci e a farci emozionare è l’immagine di una Marilyn Monroe profondamente vera, valorizzata dalla scelta dei materiali (il sensuale velluto nero che richiama il celebre vestito Dior, il plexiglass rosa cipria fresco come un drappo di raso)».

«Gli scatti sono stati selezionati dal fotografo stesso, che aveva ritrovato le stampe dopo anni. L’esposizione è un percorso pensato come uno storyboard», precisa Olivier Lorquin.

Sarà possibile visitare la mostra del DS WORLD PARIS da giovedì 8 giugno 2017 a sabato 6 gennaio 2018. Per il direttore Julien Faux «l’attività culturale di DS WORLD PARIS immerge i visitatori nell’universo del Marchio DS, fatto di eleganza, savoir-faire francese, innovazione e avanguardia, proprio come le nostre auto. Le proposte in calendario vogliono valorizzare gli artisti che condividono o incarnano lo stesso spirito. Con “Marilyn, La Dernière Séance”, celebriamo un’icona eterna, all’avanguardia rispetto ai suoi tempi».

DS E MARILYN: L’INCONTRO TRA DUE PERSONALITÀ ALL’AVANGUARDIA ENTRATE NEL MITO

Dopo aver ospitato il fotografo Baudouin con Les Parisiennes en DS, lo Studio Harcourt e Pierre e Alexandra Boulat con Yves Saint Laurent, dans l’intimité du créateur, il DS WORLD PARIS apre le porte alla mostra fotografica Marilyn, La Dernière Séance. Flagship di DS Automobiles, questo scrigno è contemporaneamente uno spazio commerciale e uno spazio aperto agli artisti.

Marilyn, La Dernière Séance al DS WORLD PARIS rappresenta l’incontro inaspettato tra due miti del 20° secolo. Da un lato Marilyn, icona culturale e sex-symbol per eccellenza, e dall’altro DS, l’auto all’avanguardia, che il filosofo Roland Barthes in Mythologies (1957) definisce “la grande creazione di un’epoca, frutto della passione di artisti sconosciuti, entrata a far parte dell’immaginario (se non dell’uso quotidiano) di un’intera popolazione, che la considera come un oggetto quasi magico».

Nata nel 1955, DS è ancora oggi una delle icone del paesaggio automobilistico francese del 20° secolo. Successo commerciale e sportivo; carriera politica (in particolare con il Generale De Gaulle) ma anche cinematografica: DS ha segnato la vita di molte persone e ha portato il savoir-faire francese nel mondo. Oggi è diventata un marchio a sé stante, con l’obiettivo di rappresentare la classe francese nell’auto di lusso. Una nuova generazione di modelli – DS 3, DS 3 Cabrio, DS 4, DS 4 CROSSBACK, DS 5 e DS 7 CROSSBACK – porta avanti i valori di eccellenza, innovazione e avanguardia della prima DS. Julien Faux: «Le DS di oggi si distinguono dalle altre auto per stile, dettagli raffinati e tecnologie all’avanguardia. Veicoli che rappresentano i valori di eccellenza e innovazione di un’altra icona del secolo scorso: DS 19. La storia di DS continua quindi nel 21° secolo con modelli che potrebbero diventare i miti di domani. Da non perdere di vista».

I visitatori potranno ammirare tutti i modelli della collezione DS esposta in permanenza al DS WORLD PARIS ma anche le linee eleganti di una DS 21 Cabriolet Export US del settembre 1966. Questo rarissimo modello si distingue in particolare per gli indicatori di direzione anteriori prominenti e quelli posteriori piccoli e tondi, abbinati alle luci di posizione. Dettagli apportati per rispondere alle norme regolamentari del Paese. Grazie alla carrozzeria di un bellissimo Rosso Rubis acceso (AC 416), non rischia di passare inosservata.

AL DS WORLD PARIS PER L’ULTIMA SESSIONE FOTOGRAFICA DELLA LEGGENDARIA MARILYN MONROE – PERCORSO DELLA MOSTRA

Un universo diverso ad ogni piano
La mostra inizia nello spazio Héritage (Eredità) al primo piano del DS WORLD PARIS, che sublima la storia di DS invitando a scoprire le origini del Marchio. Qui si può rivivere l’atmosfera dalla prima giornata di shooting. Da sempre Bert Stern sognava di catturare ”Marilyn nella sua essenza, nuda”.
La visita continua al pianoterra, dove il secondo giorno viene immaginato e rappresentato come un reportage di moda. L’atmosfera ovattata e intimista, il profumo delicato ed esclusivo e il sottofondo musicale, così emblematici del DS WORLD PARIS, avvolgono i visitatori nell’universo elegante e innovativo del Marchio.
La mostra si conclude nello spazio Savoir-Faire, espressione della creatività degli artigiani DS nel trattare materiali d’eccezione, dove sono rappresentate le ultime ore dello shooting, e dove scopriamo una Marilyn Monroe disinibita, completamente libera.

Primo giorno: Bert Stern incontra Marilyn Monroe – Spazio Héritage
I primi scatti portano i visitatori in un mondo di glamour, naturalezza ed emozione.

Nel 1962, Bert Stern è un ritrattista molto quotato, un “cacciatore di miti” che conquista una stella dopo l’altra. Sul volo di ritorno da Roma, dov’è andato per fotografare Liz Taylor sul set di Cleopatra, accarezza un sogno: fotografare Marilyn Monroe.

«La voglia di fotografarla deve essere nata in quel momento. Il germe di un’idea ancora prematura. Nel 1962, sono abbastanza sicuro di me e del mio lavoro di fotografo per misurarmi con Marilyn. Io ho l’arte di guardare e lei quella di farsi guardare. Perché aspettare ancora? So che non accetta più molti servizi fotografici», Bert Stern.

Appena tornato a New York, propone a Vogue un reportage fotografico su Marilyn Monroe. La redazione accetta con entusiasmo. Tutto avviene molto rapidamente: Marilyn accetta di posare per lui e Bert Stern può realizzare il suo sogno.
Marilyn è famosa per i suoi sbalzi d’umore e i suoi capricci; è diventata molto lunatica.

Ma, per lo stupore di Bert, quella che si presenta all’appuntamento è una Marilyn di una naturalezza disarmante.

Arriva sola, con cinque ore di ritardo, e la sessione fotografica può quindi cominciare nella suite numero 261 dell’hotel Bel Air di Los Angeles.

Marilyn Monroe accetta di posare nuda, senza trucco. In quelle dodici ore di scatti ininterrotti, tra la modella e il suo fotografo si crea un legame molto forte, quasi d’amore.
Foulard annodati al seno, il corpo nudo nascosto dietro alla seta che rivela le sue forme…Marilyn ora è libera.

Olivier Lorquin definisce quest’ultima sessione come “un incontro eccezionale tra Bert Stern e Marilyn Monroe” in un’epoca in cui “Marilyn non è in gran forma”.

Lungo il percorso della mostra troviamo un modello da collezione molto raro, una DS 21 Cabriolet nella versione US. Quest’auto dalla carrozzeria rosso fuoco ha segnato un’epoca ed è stata consacrata dai giornalisti specializzati come il “must have del lusso alla francese”.

Seconda giornata: gli scatti di moda per Vogue US – Pianoterra
Al pianoterra troviamo gli scatti della seconda giornata di shooting. Vogue ha richiesto un’altra serie di fotografie dopo aver visto quelle del giorno prima.

Quello realizzato all’hotel Bel Air di Los Angeles per l’edizione americana è il primo servizio che Vogue dedica a Marilyn Monroe. Incantato dalle prime foto a colori realizzate da Bert Stern, Alexander Liberman, il direttore editoriale delle pubblicazioni del Gruppo Condé Nast, decide di dedicare alla star dieci immagini in bianco e nero.

Babs Simpson, la migliore redattrice di moda di Vogue, li raggiunge con una serie di abiti e accessori per preparare una nuova sessione.

«Guardo tutte queste persone attorno a Marilyn, che la vestono, la truccano la pettinano, le servono champagne, regolano le luci… La solita confusione del grande cerimoniale della moda. Per la mia avventura con Marilyn, sarà per un’altra volta. Nell’attesa, farò esattamente quello che mi chiedono: realizzare una serie di foto di moda per Vogue. Questa volta però, avrò bisogno di tutte queste persone, perché io sicuramente non mi divertirò. Mettiamoci a fotografare i vestiti». Bert Stern

Questa seconda giornata non piacerà a Marilyn. Tutta questo fervore attorno a lei, tutti questi abiti alla moda e tutti questi artifici non corrispondono per nulla a quello che si aspettava dalla nuova sessione, che avrebbe dovuto essere un’occasione per ritrovarsi in tutta semplicità.

Delle 2.571 foto di Bert Stern, nell’edizione americana di Vogue compariranno 8 immagini pubblicate postume, nel settembre 1962 (in edicola dal 6 agosto, un giorno dopo la morte della star). Nessun nudo. Se la serie di foto era nata come un reportage di moda, con creazioni di grandi stilisti, ora diventa un omaggio a Marilyn, la cui morte viene annunciata proprio alla chiusura del numero. Cosa rarissima per Vogue, i nomi degli stilisti non sono indicati. La foto “Black Dress” mostra una Marilyn malinconica e aggraziata in un emblematico abito da cocktail nero di Christian Dior.

Nel cuore della notte: Marilyn Monroe, disinibita davanti all’obiettivo – Spazio “Savoir-Faire”

Nell’ultima parte della mostra, le immagini mostrano una Marilyn Monroe al naturale.

Nella seconda giornata, Marilyn Monroe s’impazientisce. È mezzanotte passata e comincia a non poterne più: «Bert, non sono venuta per questo. Ritroviamo il piacere». Il fotografo e la sua modella si isolano in una camera, chiudono la porta e tentano di tornare alla naturalezza e alla spontaneità del primo giorno.

«Voglio fotografarla un’ultima volta. Non si muove. Osservo la stanza. Si direbbe che sia esplosa una bomba: bottiglie di champagne ovunque, le scarpe di Marilyn in un angolo, una bottiglia di champagne rovesciata… Apro la porta facendo molta attenzione… Fine. Dorme. Vado a fare un giro fuori», Bert Stern

In questi scatti, Bern Stern lascia trasparire la loro complicità. Una complicità che porta Marilyn a sentirti libera e a trasmettere la sua bellezza naturale e la sua spontaneità. Si abbandona all’obiettivo.

Le fotografie di questa serie rivelano la personalità complessa di Marilyn Monroe. Il mito, simbolo della femminilità forte e fragile assieme, che scopriamo a poco a poco nella mostra. Marilyn ha saputo fare della fotografia uno strumento di lucida introspezione, contemporaneamente gioiosa e dolorosa, in una ricerca incessante e rigorosa di sé.

Secondo Olivier Lorquin, che ha conosciuto il fotografo, «questo è un incontro davvero unico. Di fronte all’obiettivo di Bert Stern, lei ci guarda, guarda il fotografo. E in quel momento Bert Stern non si rende conto che è riuscito a toccare qualcosa che non troverà mai più. L’ha stregata».

Questo slideshow richiede JavaScript.