Caterina Marino

Ettore Bilotta: la primavera impressionista

Ettore Bilotta: la primavera impressionista

Abiti severi, che, improvvisamente, fanno accendere nel cuore la speranza di una vita nuova

sm-P01207_14_249_RGBE’ andata in scena oggi allo Spazio Alta Roma la collezione di alta moda di Ettore Bilotta, couturier romano, reduce dai recenti successi ottenuti per aver disegnato la nuova immagine di Ethiad, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, partner al 49% di Alitalia. Bilotta ha messo in scena la sua collezione, contraddistinta da un’armonia che esalta anziché costringere il corpo: a sfilare modelle provenienti dai luoghi più disparati del mondo, che hanno indossato leggerissime gonne di chiffon fantasia, sotto camicie da uomo con gemelli, adorne di fiocchi in taffetta’ dai colori ispirati agli affreschi della villa di Poppea a Oplontis. Colori e tonalità di speranza e fiducia quelli proposti dalla collezione di Bilotta, in contrasto con il sentire contemporaneo, ispirata e inoltre a stilemi di semplicità volutamente privi di accessori, di guanti, di gioielli e cappelli. Gli abiti neri, essenziali nella foggia e nei tagli, sono in crepe, tessuto severo e austero, a tratti illuminati da una fantasia floreale, contraddistinta da vivaci colori, segno di una rinascita, di una speranza. A impreziosire il ricamo dei neri una nuova tecnica caratterizzata dall’uso di lastre di pvc, tagliate a mano per creare ricami geometrici, a tratti futuristi, che illuminano e alleggeriscono gli abiti. Elemento voluto di contrasto con il tema della collezione, la paillette pitonata. Se pantaloni, gonne e abiti sembrano realizzati da un pittore impressionista, nel finale esplode l’oro con capi abbaglianti e ricami su pizzo chantilly. E, ancora, piccole gonne a trapezio con camicie in San Gallo, di taffetta’, mentre l’asimmetria della blusa spicca sugli shorts in mikado aureo. All’insegna di una più ottimistica visione della vita il lungo aderente con coda, con una casta scollatura sul davanti e una profonda scollatura sulla schiena. Alla fine la sposa, come nella tradizione, superba nella gonna a trapezio di radzmire, dalla sottile vita caratterizzata da ricami rigorosi.