Rita Caridi

Moda, cresce l’attenzione per il green

Moda, cresce l’attenzione per il green

 

In tutta Italia, e in tutto il mondo, continua a crescere l’attenzione nei confronti del green e della sostenibilità ambientale

A conferma di ciò, il report Pulse of the fashion industry 2018, realizzato da Global Fashion Agenda e The Boston Consulting Group, informa che circa tre quarti delle aziende di moda ha effettivamente già migliorato le proprie prestazioni ambientali e sociali, ma come occorra comunque cercare di fare di più.

Numerosi sono comunque gli spunti di positività. A cominciare dalla ricerca continua per l’uso di un mix di materiali sostenibili, andando a innovare materiali già esistenti, o adottandone di nuovi, al fine di ridurre l’impatto ambientale. Esempi di progressi in questo campo sono stati lo sviluppo di fibre non convenzionali ottenute da sostanze quali agrumi o uva, o ancora il cuoio bioingegnerizzato, e così via. Innovazioni che peraltro non si limitano alla sola ricerca delle materie prime, ma si estendono anche ai processi, come la tecnologia di rilegatura senza sostanze chimiche.

Il dossier sottolinea come la ricerca di collaborazione e la promozione di materiali sostenibili dovrebbe essere una priorità assoluta per l’industria della moda internazionale, considerato che permettono sia di abbassare i costi, sia di migliorare il livello di protezione dell’ambiente. L’impatto negativo del cotone e del poliestere riciclato sono tutt’altro che adeguati per affrontare il problema sostenibilità, considerato che si sono dimostrate difficilmente efficaci, in particolare in un contesto caratterizzato da un volume della domanda e da un complesso approvvigionamento globale.

Tra le altre innovazioni, viene segnalata anche l’ottimizzazione del ciclo produttivo, che comporta la riduzione al minimo del consumo di risorse, facilitando il loro rientro nella catena del valore. In altre parole, questo riciclare ripetutamente e il riutilizzare dei materiali finché non diventano rifiuti biodegradabili, può effettivamente condurre a un concreto risparmio di risorse, tangibilmente equivalente a un miglioramento dei costi di produzione e del rispetto ambientale.

Per quanto attiene il futuro a breve termine, le innovazioni emergenti che supportano i sistemi a circuito chiuso includono l’uso di tecnologie in grado di produrre nuove fibre di qualità comparabile alle fibre vergini, e tecnologie di selezione delle fibre necessarie per facilitare la produzione di materiale vergine, sistemi di mappatura e di tracciamento che consentono di valorizzare e riciclare i rifiuti pre-consumo e riciclaggio, con particolare attenzione al consumatore.

Insomma, tanti passi in avanti, nella consapevolezza che c’è ancora tanto da fare…

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