Rita Caridi

H&M chiede scusa: “abbiamo usato modelle troppo magre”

H&M chiede scusa: “abbiamo usato modelle troppo magre”

hm_logo-thumbIl gigante svedese della moda a prezzi contenuti H&M è nuovamente sotto i riflettori: l’amministratore delegato dell’azienda ha infatti pubblicamente ammesso in un’intervista che il marchio ha spesso utilizzato modelle eccessivamente magre, affermando di voler cambiare registro perché ”la responsabilità in questo campo è molto pesante”. Intervistato dal giornale Metro, Karl-Johan Persson ha detto: ”Ci sono molte modelle che sono troppo magre e sottopeso, anche se ce ne sono altre che sono magre al punto giusto, e continueremo a lavorare con quelle finchè esse appariranno giovani e in salute”. Alla domanda se ritenesse che la posizione di H&M potesse ”fare proseliti” presso altri marchi del mondo della moda, Persson ha risposto: ”E’ difficile dirlo, è possibile che noi si possa imprimere un cambiamento…”. Già lo scorso anno l’azienda di moda svedese era incorsa in numerosi ”infortuni”: si era dovuta scusare pubblicamente per aver lanciato una campagna pubblicitaria per i suoi costumi da bagno, utilizzando modelle troppo abbronzate, episodio che aveva suscitato le proteste delle associazioni anti-cancro. Poi era stata messa sulla graticola a causa di una campagna pubblicitaria nella quale erano state fotografate indossatrici scheletriche. Ma H&M ha comunque saputo reagire alle critiche: non più di un mese fa ha fatto partire la campagna sulla moda mare 2013 con una modella decisamente ‘curvy’, l’americana Jennie Runk, una bellezza opulenta con gli occhi chiari fotografata mentre esce dall’acqua con un due pezzi nero assai castigato. La stessa Runk ha detto ai giornali di essersi stupita del consenso ottenuto dalla campagna pubblicitaria, lei che in passato aveva avuto molti problemi a causa della sua taglia. Segno, ha dichiarato, che e’ stato inviato un messaggio positivo che fa dire alle ragazze: ”Accettatevi così come siete”. Taglie a parte va ricordato che nella gara del ”politicamente corretto”, H&M è stata tra i primi a promettere passi concreti per evitare lo sfruttamento del lavoro in Asia dopo il tragico crollo di un edificio a Dacca in Bangladesh, nel quale sono morti più di mille lavoratori al nero.

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