Manuela Di Vietri

Da Milano una carta metropolitana per la diffusione dell’auto elettrica

Da Milano una carta metropolitana per la diffusione dell’auto elettrica

Incentivi fiscali e vantaggi pratici per fare dell’Italia una nuova Norvegia, il Paese europeo dove le nuove immatricolazioni di auto elettriche equivalgono ormai a quelle di veicoli tradizionali. E’ l’obiettivo della Carta Metropolitana dell’Elettromobilità, presentata oggi a e_mob, la conferenza nazionale della mobilità elettrica che fa partire da Milano la sfida per convincere le amministrazioni locali della penisola e il Governo a portare avanti nuove azioni per la diffusione di veicoli non inquinanti

“Il tema dell’inquinamento dovrebbe essere la prima preoccupazione del nostro Paese: la diffusione dell’auto elettrica incontra molte difficoltà e la maggior parte dei cittadini chiede degli incentivi”, sottolinea Giancarlo Morandi, presidente di Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. “Noi crediamo, al di là degli incentivi, che possa esserci una grossa diffusione dell’auto elettrica se vengono prese delle decisioni amministrative da chi governa le città: abbiamo approfittato di quanto ha fatto Milano per cercare di sensibilizzare le altre città italiane ad adottare nuove misure”.

La lista delle cinque misure della Carta metropolitana per incoraggiare la transizione all’elettrico parte dalla necessità di offrire ai consumatori “valide motivazioni per il cambiamento culturale” che possono essere agevolazioni nelle soste e negli accessi alle ztl, insieme a misure ostative per i veicoli ad alto impatto ambientale, corredate da una buona pianificazione urbana integrata.
Il terzo punto della Carta consiste nell’ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali, sulla scia del decreto del 2016 che ha introdotto obblighi per consentire la ricarica dei veicoli elettrici negli immobili di futura costruzione. E’ importante per gli enti locali “dare un forte impulso al car sharing con veicoli elettrici” così da ridurre le emissioni inquinanti e la congestione del traffico.

Da ultimo, serve “stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità”, ossia nel mondo della logistica e dei trasporti, con autocarri e furgoni a emissioni zero dove il maggior costo dei veicoli potrebbe essere compensato dal “basso costo di un esercizio intenso”.

AdnKronos