Manuela Di Vietri

Anche Asia Argento tra le vittime di stupro da parte di Weinstein

Anche Asia Argento tra le vittime di stupro da parte di Weinstein

C’è anche l’attrice Asia Argento, oltre a Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie e ancora altre tra le vittime di violenza sessuale di cui il produttore Harvey Weinstein, si è reso colpevole nel corso degli anni

Sono passati 20 anni, nel caso di Asia Argento, che all’epoca dei fatti riportati dal New Yorker aveva solo 21 anni. Tra i più accaniti accusatori del padre c’è Ronan Farrow, figlio biologico di Mia Farrow e Woody Allen, che lo ritiene colpevole di aver abusato della sorella Dylan.

“In una serie di lunghe ed emozionati interviste – scrive Farrow – Argento mi ha detto che Weinstein l’ha aggredita nel periodo in cui hanno lavoravato insieme”, ovvero durante il film B. Monkey – Una donna da salvare, uscito negli Usa nel 1999 . Dopo aver ricevuto un invito ad un party della Miramax all’hotel di Cap-Eden-Roc, in Costa Azzurra, l’attrice arrivata alla location del presunto evento, non trovò nessun party, ma solo Weinstein in una stanza dell’hotel con indosso un accappatoio. Il produttore le chiese di fargli un massaggio e da allora la situazione è poi degenerata. La giovane attrice ha vissuto 20 anni con il trauma subito ed il senso di colpa per non essere riuscita a fuggire da quella sfortunata situazione, ed oggi, scrive ancora Farrow sul New Yorker Asia Argento dichiara:  “Se fossi stata una donna forte gli avrei dato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto. E’ stato un trauma orribile”, scrive ancora Farrow sul New Yorker. Dopo l’inchiesta del New York Times il produttore si è scusato con le donne coinvolte.

Proprio in questi giorni però, l’attrice italiana si è ritrovata accusata e insultata sui social dal popolo del web che dopo la dichiarazione della violenza sessuale subita dall’attrice non sembra voler dimostrare alcun senso di comprensione o solidarietà. Ma l’attrice risponde a colpi di tweet a tutti coloro che continuano a postare insulti nei commenti dei suoi tweet. “Solo in Italia vengo considerata colpevole del mio stupro perché non ne parlai quando avevo 21 anni ed ero terrorizzata. Sono delusa, triste.” scrive l’attrice. “A tutti gli italiani che mi chiamano prostituta dopo quello che è successo: è colpa di persone come voi se le donne hanno paura di parlare”.