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Auto-promuoversi con il cambio merce

Auto-promuoversi con il cambio merce

Cos’è il cambio merce pubblicitario e come funziona: tutto ciò che c’è da sapere su questa attività per fare pubblicità

Il CAMBIO MERCE PUBBLICITARIO che coinvolge attivamente il brand promotore Adv Deal Srl rappresenta una maniera davvero innovativa di fare pubblicità, investendo in essa, senza tuttavia tirare fuori un solo euro. Si tratta infatti, come dice lo stesso nome, di uno scambio merci/pubblicità che comporta reciproci vantaggi per ambo le parti coinvolte.

Cos’è il cambio merce pubblicitario?

Per quanto questo termine possa apparire nuovo oppure strano, mai sentito prima, si tratta dell’evoluzione di qualcosa di molto più antico, ovvero il baratto: uno scambio di tipo economico profondamente radicato nella nostra cultura, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, da cui traevano vantaggio entrambe le parti coinvolte nello scambio. In altre parole, il cambio merce pubblicitario è lo scambio di pubblicità con merci: per pagare la pubblicità non si usa il denaro, ma la merce della stessa azienda cliente. Quest’ultima propone le proprie merci, i propri prodotti o servizi, i quali vengono accuratamente esaminati al fine di attribuire loro un valore ben preciso. Solo così, infatti, si capirà a quale e a quanta pubblicità corrisponde un determinato quantitativo di merce. In base a ciò, si acquistano spazi pubblicitari concordati e questi v
engono venduti all’azienda cliente che li paga con le merci concordate. Un sistema tutto sommato davvero semplice, che costituisce un vantaggio notevole in primis per l’azienda che acquista la pubblicità.

I vantaggi di questo sistema antico ma innovativo

Il cambio merce pubblicitario è imbattibile dal punto di vista finanziario, in primis perché l’impresa che lo attua non deve intaccare la propria liquidità aziendale per acquistare spazi pubblicitari. Certo, l’azienda investe, ma non lo fa con i soldi, bensì con quelle stesse merci (ma vale anche per i servizi) che produce o che vende, cosa che gli consente di abbattere notevolmente i costi. Il perché è molto semplice. La maggior parte delle aziende è quasi costretta a sovra produrre, ovvero a produrre molto più del necessario, perché gli approvvigionamenti in grandi quantità costano indubbiamente meno, dal momento che i costi fissi vengono suddivisi su un maggior numero di articoli. Per questo motivo non è affatto raro che un’azienda, anche se è florida e gode di ottima salute finanziaria, si trovi ad avere in magazzino un gran numero di articoli invenduti. Offrire queste merci (che ne
lla maggior parte dei casi verrebbero svendute a prezzi ridicoli o peggio buttate) in cambio di pubblicità è dunque davvero molto conveniente! In parole più semplici, si può affermare che si prendono due piccioni con una fava: da una parte ci si fa pubblicità senza tirar fuori un euro extra, dall’altra si risolve – o si ridimensiona – l’annoso e praticamente inevitabile problema delle eccedenze di magazzino.

Trasformare le eccedenze in auto-finanziamento trasparente

Del resto, nell’attuale economia capitalista posta al servizio di un mondo globalizzato, dove tutto cambia alla velocità della luce, soprattutto le esigenze, i bisogni e i desideri della gente, qualsiasi merce, qualsiasi prodotto tende a diventare obsoleto nell’arco di pochissimo tempo. Tenerlo in magazzino a lungo non paga assolutamente, perché si rischia di perderci; grazie a questo sistema, invece, ci si può auto-finanziare in maniera del tutto pulita e trasparente, senza che ciò figuri tra le linee di credito concesse e – soprattutto – senza che ciò incida in maniera negativa sul rating dell’impresa qualora questa sviluppasse nuove esigenze finanziaria. Non solo, perché il vantaggio che si ottiene è anche di tipo fiscale, dal momento che le rimanenze di magazzino si traducono comunque in un problema fiscale.

Dove vanno a finire le merci investite in pubblicità?

Questa è una delle prime domande che si pongono le aziende che si avvicinano per la prima volta a questo nuovo sistema di auto-promozione: che fine fanno le merci offerte in cambio di pubblicità? Questa decisione potrebbe in futuro danneggiare in qualche modo l’azienda? Questo timore è completamente infondato, poiché le merci vengono vendute in negozi molto diversi dai negozi tradizionali. Si tratta infatti di punti vendita dalle vetrine oscurate, completamente anonimi, il cui accesso è consentito esclusivamente ai tesserati. Così facendo, dunque, non si corre il rischio di fare concorrenza sleale all’azienda o di danneggiarne in qualche modo l’immagine.

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