Rita Caridi

Per vivere più a lungo basta (forse) ridurre le calorie del 15%

Per vivere più a lungo basta (forse) ridurre le calorie del 15%

Trucchi e consigli per vivere più a lungo: è tutta questione di… calorie

Volete vivere più a lungo? Forse potete smetterla di trovare una fonte di giovinezza, visto e considerato che nuove ricerche suggeriscono che ridurre le calorie del 15% per due anni possa essere in grado di rallentare il processo metabolico che porta all’invecchiamento.

A sostenere questa ricetta della longevità è Leanne M. Redman, autore principale dello studio e docente al Pennington Biomedical Research Center presso la Louisiana State University, secondo cui riducendo l’assunzione di calorie è possibile imporre benefici per la salute, indipendentemente dallo stato di salute delle persone.

Già diversi studi sugli animali avevano dimostrato in passato come limitare le calorie del 25% possa essere in grado di prolungare favorevolmente la vita. Ora, il nuovo studio CALERIE (Comprehensive Assessment of Long-term Effects of Reducing Intake of Energy) programmato proprio da Redman, dai suoi colleghi e dal National Institute on Aging, ha cercato di comprendere se lo stesso valga anche per gli esseri umani.

Sebbene, Redman ha affermato che è risaputo come gli individui più longevi siano quelli in grado di sostenere livelli più bassi di zucchero nel sangue e livelli più bassi di insulina e hanno livelli di temperatura corporea centrale inferiori rispetto alle persone che non vivono così a lungo come loro.

Per confermare le aspettative di analisi, Redman e i suoi colleghi si sono concentrati sulla riduzione delle calorie del 25% attraverso la sola dieta alimentare, reclutando donne tra i 25 e i 45 anni e uomini tra i 25 e i 50 anni. Il campione era composto per circa la metà da persone con un peso “normale” e l’altra metà da persone sovrappeso, ma non obese. Durante lo studio, i partecipanti hanno mangiato ciò che piaceva loro, ma hanno anche assunto vitamine e integratori per garantire che la loro dieta fosse nutrizionalmente adeguata.

Ad ogni partecipante è stata poi attribuita una scala di valori: invece di calcolare le calorie giornaliere e ridurle del 25%, la riduzione totale delle calorie è stata dedotta dalla perdita di peso. Alla fine, le persone coinvolte hanno raggiunto un taglio delle calorie del 15%, ma questo non ha certamente inficiato le riflessioni a margine dello studio, con risultati giudicati “piuttosto notevoli”.

“La dieta ipocalorica ha anche causato una riduzione del tasso metabolico del sonno di circa il 10%” – ha concluso  Redman, sottolineando come gli effetti si siano protratti negli anni.

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