Rita Caridi

Psicologia, il cambiamento climatico ci fa sentire più tristi?

Psicologia, il cambiamento climatico ci fa sentire più tristi?

Come i cambiamenti climatici influiscono sull’umore delle persone: la ricerca pubblicata dalla rivista PNAS

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista PNAS ha svelato come anche un modesto aumento delle temperature possa essere associato ad un aumento dei problemi di salute mentale. L’analisi, condotta su un ampio campione di quasi 2 milioni di cittadini residenti negli Stati Uniti, ha infatti affermato il riscaldamento di solo 1 grado in cinque anni potrebbe essere collegato ad un aumento del 2% nei casi clinici di salute mentale.

Lo studio sui cambiamenti climatici ha dunque utilizzato un approccio piuttosto innovativo per poter comprendere in che modo il riscaldamento delle temperature possa essere legato all’aumento del rischio di suicidio e altri problemi mentali, svelando che anche un aumento delle temperature medie mensili lieve, in grado di spostare l’asticella del termometro oltre 30 gradi, da poco sotto i 30 gradi, potrebbe essere correlato con un aumento dello 0,5% nei problemi di salute mentale.

Certo, potrebbe sembrare un piccolo cambiamento, ma Nick Obradovich, autore principale dello studio e scienziato del MIT’s Media Lab, ha in realtà osservato come questi risultati, se coerenti in tutti gli Stati Uniti, “produrrebbero circa 2 milioni di persone in più che segnalano problemi di salute mentale”, con conseguenti gravi costi per il servizio nazionale. A ciò si aggiungano poi le decine di milioni di persone che potrebbero soffrire dello stesso problema in tutto il mondo.

Insomma, una sfida decisiva. E, peraltro, non nuova. Uno studio pubblicato quest’anno sulla rivista Nature Climate Change ha infatti svelato come un aumento di 1 grado Celsius nelle temperature medie mensili potrebbe essere correlato con un aumento dello 0,68% nel tasso di suicidi negli Stati Uniti. Utilizzando questi dati, i ricercatori stimano che il cambiamento climatico possa essere collegato a oltre 14.000 suicidi entro il 2050.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per determinare quali siano le cause esatte dell’aumento del suicidio, l’autore principale dello studio ha precisato come la colpa possa essere da imputare a fattori economici o a cambiamenti biologici. “Considerato che le condizioni economiche peggiorano, lo stesso potrebbe avvenire anche nei confronti della salute mentale” – ha detto Marshall Burke, professore assistente al Dipartimento di Scienze del Sistema Terra dell’Università di Stanford. Ci potrebbe anche essere “un collegamento biologico plausibile tra temperatura, regolazione termica e come processi con cui il cervello regola le proprie emozioni”.

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