Rita Caridi

Rumore, ecco l’inquinamento di cui nessuno parla

Rumore, ecco l’inquinamento di cui nessuno parla

Un rumore eccessivo può influenzare la pressione sanguigna: ecco l’inquinamento di cui nessuno parla

Stando a quanto suggeriscono gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, un cittadino europeo su cinque è regolarmente esposto a livelli di rumore che potrebbero significativamente danneggiare la propria salute. In particolare, più di 100 milioni di europei sono colpiti ogni anno dal solo rumore del traffico stradale, al quale aggiungere altre fonti di rumore in grado di interessare un numero non ancora stimato di cittadini.

Ma perché bisognerebbe fare attenzione a questa forma di inquinamento acustico, fin troppo spesso sottovalutata?

La risposta è abbastanza semplice: un rumore eccessivo può influenzare la pressione sanguigna, l’ipertensione e le malattie cardiache, che possono favorire attacchi di cuore e una maggiore incidenza di mortalità per malattie cardiovascolari. In virtù di ciò, l’OMS ha aggiornato le proprie linee guida, con le nuove raccomandazioni che suggeriscono di ridurre i livelli medi di rumore del traffico stradale al di sotto di 53 decibel, l’equivalente di una lavastoviglie nella stanza accanto, mentre di notte sono stati raccomandati 45 dB di rumore del traffico stradale. L’OMS ha dichiarato che il 40% dei residenti dell’Unione Europea è esposto a livelli di rumore del traffico superiore a 55 dB.

Per quanto concerne il rumore delle ferrovie, degli aerei e delle turbine eoliche, è stato raccomandato un livello medio da 44 dB a 54 dB, a seconda della fonte. Si suggerisce in particolar modo di limitare il rumore degli aerei di notte a meno di 40dB (livelli più elevati di rumore degli aerei sono associati ad effetti negativi sul sonno), mentre il rumore nel “tempo libero” (quello che di solito viene ricercato) è stato raccomandato ad una media di 70 dB.

Dunque, una nuova stretta (ideale) sul rumore ambientale: un inquinamento costante e profondo, che può condurre a una perdita dell’udito che, a lungo termine, può favorire isolamento sociale e un impatto sulla salute e sul benessere. Nuovi studi stanno inoltre cercando di valutare quali potrebbero essere gli effetti dell’esposizione a bassi livelli di rumore ambientale per lunghi periodi, con i medici che ritengono che questo rumore possa influire sui processi cerebrali e sulla salute mentale, con incremento del rischio di attacchi cardiaci, che è già notorio che si possano manifestare a “elevata esposizione” dei livelli di rumore.

Attendiamo ora nuove analisi su questo fenomeno, nella speranza che possa crescerne la consapevolezza complessiva.

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