Manuela Di Vietri

Obesità: come combatterla sin dall’infanzia

Obesità: come combatterla sin dall’infanzia

Obesità: c’è chi è destinato ad esserlo sin dalla nascita o è una condizione che si può combattere sin dall’infanzia? Ecco i suggerimenti di una professionista per scoprire come stare alla larga da questa condizione

In molti si chiedono se esista una provata correlazione tra obesità e genetica. Può essere questa, una condizione ereditaria o è frutto solo delle abitudini alimentari che si sviluppano nel corso della vita? L’obesità, problematica non indifferente che crea un malessere generale che si ripercuote in ogni aspetto della vita quotidiana, non è mai da sottovalutare poiché a lungo termine può facilmente tradursi in problematiche molto gravi. Chi è soggetto a questa condizione infatti, ha una maggiore probabilità di insorgenza di malattie come: il diabete e la dislipidemia, malattie cardiovascolari come l’ictus e l’infarto, malattie respiratorie, problemi a carico delle articolazioni, disturbi ginecologici, infertilità, disturbi della sfera sessuale, predisposizione allo sviluppo di malattie dell’apparato digerente, disturbi dell’umore. Infine, questa condizione aumenta anche il rischio di sviluppo di alcuni tumori. Per chiarire se questa condizione sia una risultanza di una predisposizione genetica o quali siano gli accorgiementi per combatterla sin dall’infanzia abbiamo intervistato per i lettori di Mitindo la Dott.ssa Monica Mancino che con le sue risposte fa il punto della situazione sull’argomento e ci illustra le situazioni da evitare e le soluzioni da applicare nella guerra contro l’obesità.

L’obesità deriva da una predisposizione genetica?

“Quando si parla di obesità sia apre un capitolo molto ampio. L’obesità è infatti una patologia multifattoriale, cioè derivante da una somma di più fattoti, anche molto diversi tra di loro. Escludendo alcuni tipi di obesità che sono strettamente correlati ad alterazioni genetiche che, nella maggior parte dei casi, portano anche ad altri problemi secondari, nella maggioranza dei casi la genetica non gioca un ruolo fondamentale. È invece di fondamentale importanza tutta la crescita dell’individuo, dal momento del suo concepimento, quindi l’alimentazione della madre, e soprattutto l’alimentazione durante l’infanzia.

Andando con ordine: durante la gravidanza l’alimentazione troppo abbondante della mamma può portare ad un sovraccarico di zuccheri nel sangue della stessa (anche conosciuto come diabete gestazionale) che aumenta il rischio di partorire bambini di peso eccessivo (più di 4 Kg) che saranno maggiormente predisposti ad accumulare peso. Inoltre un punto chiave nella predisposizione a mettere peso è l’alimentazione della prima infanzia, in particolar modo tra i 5 e i 7 anni. È infatti in questa fascia d’età che i bambini sviluppano le cellule adipose che, una volta sviluppatesi, durante tutto il resto della vita non aumentano di numero ma solamente di dimensioni. Quindi alimentare eccessivamente il proprio figlio/figlia in questi anni cruciali della loro crescita li porta a far sviluppare un maggior numero di cellule adipose, e quindi, ad accumulare più facilmente peso durante l’età adulta.”

Come combattere l’obesità sin dall’infanzia?

“Eliminando l’influenza di un ambiente “obesogeno” che caratterizza molte famiglie. Con questo termine si identifica uno stile di vita propenso a far ingrassare il bambino che è continuamente stimolato a mangiare, anche se non ha appetito. L’ambiente obesogeno è perciò caratterizzato da continui stimoli riguardanti il cibo che acquisisce anche il valore di premio (o ricompensa) per i risultati del bambino e perde il suo valore di nutrimento. Inoltre l’utilizzo di junk food – cibo spazzatura – che ha una densità calorica molto alta ma che apporta calorie vuote, cioè non necessarie all’organismo, contribuisce ad instaurare questa tipologia nociva d’ambiente. Consiglio perciò di adottare delle strategie per migliorare l’ambiente famigliare per quanto riguarda la gestione dell’alimentazione, evitando il junk food ed ascoltando maggiormente l’appetito e la sazietà dei bambini. È risaputo, infatti, che fin da piccoli i bambini sanno regolarsi da sé poiché gli stimoli della fame e della sazietà funzionano al meglio. Questo perfetto meccanismo di regolazione che hanno tutti gli esseri umani fin dalla nascita viene alterato dalle persone che li accudiscono che spesso obbligano i piccoli a mangiare quantità eccessive di cibo anche quando questi sono già sazi.”