Manuela Di Vietri

Salute: “correre al lavoro” per le donne è fatale il doppio rispetto agli uomini

Salute: “correre al lavoro” per le donne è fatale il doppio rispetto agli uomini

Spesso divisa tra figli, marito e casa, la giornata tipo di una donna può diventare una vera e propia corsa contro il tempo per far combaciare al meglio gli orari con i tanti e diversi impegni. In quest’ottica, anche il tragitto casa-lavoro, spesso di corsa e in affanno, può rivelarsi molto pericoloso o, nel peggiore dei casi, fatale

E’ quanto emerge da studi statistici elaborati dal Centro studi Anmil, che hanno dimostrato come la donna lavoratrice abbia la probabilità di subire un infortunio superiore del 50% rispetto al collega maschio, e che oltre il 50% delle morti femminili sul lavoro avviene per incidenti nel tratto di strada casa-lavoro.
Di questo si parlerà ad Ambiente Lavoro Convention, in programma a Modena Fiere il 13 e 14 settembre, e più precisamente all’interno del seminario ‘Prospettive di genere e sicurezza sul lavoro: le problematiche operative, la gestione del rapporto di lavoro e gli innovativi strumenti di welfare aziendale’ che si tiene il 13 settembre alle 14. Tra i partner dell’evento: Inail, Associazione Ambiente Lavoro, Aifos, Aias, AssoAcustici, Società italiana di Medicina del lavoro ed igiene industriale, Regione Emilia Romagna e l’Azienda sanitaria di Modena.
Le donne – sottolinea Anmil – sono purtroppo più esposte al rischio di incidenti sul lavoro in strada. Con percentuali addirittura doppie rispetto agli uomini. I dati dicono che nel 2016 ci sono stati 998 infortuni sul lavoro mortali tra gli uomini di cui 233 in itinere, pari al 23,3%, mentre tra le donne le morti sono state 106, di cui 55 in itinere, pari al 52%. Stesso discorso per gli infortuni senza esito mortale: 411.033 nel 2016 per gli uomini, di cui 47.374 in itinere, pari all’11,5%. Questi invece i numeri per le donne: 230.312 infortuni non mortali nel 2016 di cui 50.527 in itinere pari al 22%.
Percentuali non casuali per Anmil, che sottolinea come le donne debbano gestire, oltre al lavoro, anche gli impegni di cura familiare. Alla cura familiare ogni donna dedica una media di 5 ore e 13 minuti al giorno, cioè il triplo degli uomini (solo 1 ora e 50 minuti). Sommando il tempo dedicato al lavoro a quello delle attività familiari, le donne sono impegnate per una media di 7 ore e 36 minuti contro le 6 ore e 20 minuti degli uomini. E questo – secondo l’Associazione – incide sui dati degli infortuni.
La regione in cui si registra il maggior numero di infortuni in itinere al femminile è la Lombardia: 10.629 nel 2016. Seguono Emilia-Romagna con 5.729 casi e il Veneto con 5.481. I casi mortali vedono, invece, Veneto e Toscana a pari merito con 9 casi, seguiti dall’Emilia-Romagna con 6 episodi.
“Mentre per gli uomini l’infortunio in itinere ‘pesa’ per il 15-20% dei casi – spiega Franco D’Amico, curatore del Rapporto Anmil – per le donne si arriva al 60% e oltre. Generalmente, questi incidenti mortali si verificano tra le 8 e le 9 della mattina”. Ovvero – sottolinea l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro – quando le donne, dopo aver accompagnato a scuola i figli e, magari, rigovernato la casa, possono, finalmente precipitarsi al lavoro.

Adnkronos