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Il migliore amico dello styling? Il phon silenzioso, potente e leggero

L’asciugacapelli perfetto: i tre requisiti must have per scegliere il phon adatto a tutte le esigenze

Lisci, ricci, spettinati, ondulati, qualsiasi sia il risultato che si intende ottenere, serve uno strumento per lo styling apposito, dalla spazzola alla piastra, fino anche ai bigodini. Ma non si può mai prescindere dall’utilizzo di prodotti che facilitano la messa in piega, che siano schiume oppure spray, e soprattutto dall’uso di un asciugacapelli. Sì, perché non importa affatto che faccia caldo e che sia comodo lasciare i capelli liberi di svolazzare e sgocciolare al sole, anche se ci si sente completamente immuni da emicranie e torcicollo, una pettinatura trendy esige tassativamente l’utilizzo dell’asciugacapelli. Meglio se si tratta di un phon silenzioso, potente e leggero. Questi infatti sono i tre requisiti cosiddetti must have dell’asciugacapelli perfetto. Il motivo è semplice:

  • deve essere un phon silenzioso perché non c’è niente di peggio di dover sottoporre le orecchie all’assordante rumore del motorino;
  • deve essere potente perché un phon che sia inferiore a 1800 watt necessita di tempi infiniti per riuscire ad asciugare la capigliatura; è concesso l’utilizzo con un wattaggio inferiore soltanto si sfoggia un taglio corto e se si hanno i capelli molto fini;
  • leggero perché se l’asciugacapelli è troppo pesante non può che rivelarsi anche poco maneggevole e di conseguenza rende difficoltoso armeggiare tra brushing e ciuffi ribelli.

Il brushing? Più piacevole col phon silenzioso

Mutuato dall’inglese brush che significa spazzola, il brushing non è nient’altro che la strabiliante arte di sapere utilizzare spazzola tonda e phon contemporaneamente per mettere in piega anche la più ribelle delle chiome. Per poterlo realizzare in maniera professionale è indispensabile possedere una certa manualità, ma quella la si conquista con il tempo, gli insuccessi e le crisi di nervi. I trucchi del mestiere in realtà sono pochi: serve avere tutto l’occorrente sotto mano, essere pazienti e tenere a mente poche regole. Una è questa: per un brushing perfetto è necessario che la capigliatura sia ancora sufficientemente umida ma non troppo bagnata – infatti prima di cominciare bisogna sempre tamponare la testa con un telo – altrimenti si spezzano i capelli, e non deve nemmeno essere troppo asciutta perché altrimenti il calore del phon disidrata il capello.
Il procedimento può rivelarsi mediamente impegnativo, per questa ragione non bisogna rinunciare ai piccoli comfort come quello di ricorrere all’uso di un phon silenzioso che almeno può risparmiare le orecchie dalla seccatura di dover sopportare il rumore delle ventole. Oltretutto va detto che un phon silenzioso è sinonimo di apparecchio moderno, perché gli asciugacapelli di ultima generazione sono quelli dotati di motore digitale i cui meccanismi si attivano attraverso componenti elettronici. Ed è anche sinonimo di apparecchio sicuro perché significa che è realizzato con componenti di qualità che non solo riescono ad attutire il rumore ma che non corrono rischi di andare in corto o di bruciarsi.

Terzo e ultimo atto: e adesso finishing!

Dopo il brushing viene il finishing ovvero il momento di terminare, mettendo in scena l’ultimo atto della piega. In genere si ripone l’asciugacapelli e si passa ai piccoli ritocchi con le dita, e alle applicazioni leggere di spray, olii, cere o fissanti in base all’esigenza, tutti prodotti che servono di volta in volta a lucidare, modellare, lisciare, volumizzare, texturizzare e pure aumentare corpo. A volte invece, basta molto meno ed è sufficiente ricorrere ancora ad un’ultima passata con il phon. Niente aria calda però! Perché un apparecchio performante non può non avere il getto d’aria fredda. E allora via con un ultimo clic sul commutatore per fissare la piega e regalarsi per dieci secondi un piacevole flusso di aria fredda che regala uno styling davvero naturale e mette fine all’estenuante operazione.