Rita Caridi

Promuovere un prodotto puntando sull’olfatto

Promuovere un prodotto puntando sull’olfatto

images (1)Nasi all’opera per studiare la profumazione più coerente con un prodotto e lanciare così una campagna pubblicitaria che fonda la propria riconoscibilità e capacità di rimanere impressa non sulla vista o su altri sensi, quanto sull’olfatto.
A lanciare sul mercato la novità è Olfaction, una società che si occupa di mettere in relazione e a sistema le varie componenti della filiera, dai nasi che studiano i profumi, ai produttori di carta, alle aziende che devono promuovere le loro novità, segnando in qualche modo un’inversione di tendenza all’interno della società che è sempre più tecnologica e dove il prodotto tende a smaterializzarsi e probabilmente anche a confondersi tra i tanti. Ecco allora che associare un prodotto a un profumo lo rende memorabile, nel senso letterale del termine.
La comunicazione – spiega l’amministratore delegato Stefano Cagnoniche è sempre molto attenta a richiamare i sensi, in realtà ha sempre lavorato molto poco sul senso principe, che è l’olfatto, e che è il più potente mezzo di memorizzazione che abbiamo perché arriva in maniera totalmente subliminale, senza nessuna spinta o filtro. Ecco perché ciascuno di noi recupera i ricordi il 99% delle volte attraverso una percezione olfattiva“.
In sostanza, “si sfrutta uno strumento apparentemente povero, oggi in particolare che si sta andando tutti nella direzione tecnologica del web e dei social“, ovvero la carta. “Abbiamo riscoperto che può rendere scalabile ed economicamente sostenibile una applicazione del nostro studio, ovvero creare una brand identity olfattiva. La carta è facilmente plasmabile e adattabile. Ha un costo di produzione molto basso e la tecnologia consente di utilizzare la carta secondo un processo particolare di profumazione che rilascia profumazioni costanti nel tempo e di applicarle a tutte le leve della comunicazione“.
Dal biglietto da visita alle grandi affissioni: queste ultime in particolare “rappresentano il grande passo, grandi spazi in ambienti semi chiusi, non aperti per non subire troppo l’impatto dell’ambiente esterno e nemmeno murales su muri ciechi che sono posizionati molto in alto, quindi la profumazione, che tende a salire, avrebbe poco o nullo impatto“.


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