Veronesi dice: “Clio la cicciona” e il web si ribella

L’affermazione del regista italiano ha scatenato il caos sul web che non accetta appellativi infamanti nei confronti di qualsiasi pregiudizio fisico

clio«Quale donna vorresti come Presidente della Repubblica?» avevano chiesto i conduttori del programma radiofonico di Radio 2 a Giovanni Veronesi, regista e sceneggiatore di film italiani. Lui sentendo nominare tra le “possibili” candidate anche Clio Zammatteo, ha risposto: «Non sapevo neanche chi era se non me lo spiegavano adesso. È una cicciona».

La bellunese che vive a New York, conosciuta con il nome di Clio Make up, è diventata famosa tra le blogger-truccatrici con un suo personale canale You Tube, venuta a conoscenza dell’accaduto ha risposto per le rime al regista e ha criticato Radio 2 per la non reazione alla presuntuosa affermazione, scrivendo su Facebook: “Ma davvero, su una emittente radiofonica nazionale del livello di Radio2 in un programma popolare che parla di giovani, mi devo sentire citata solo per essere catalogata come, quoto, cicciona? Davvero è il modo migliore per utilizzare uno spazio di comunicazione pubblico che, in teoria, potrebbe ispirare, aprire le menti dei ragazzi che lo ascoltano? Invece no…facciamo come i conduttori, facciamoci due risate vuote, giusto per riempire il silenzio incombente, insultando una persona che neanche si conosce e dalla cui storia, forse, si potrebbe imparare qualcosa… Colgo l’occasione per consigliare al conduttore di uscire qualche volta dallo studio di registrazione e di aggiornarsi su una cosa che si chiama Internet che molte persone hanno iniziato ad usare da qualche anno… magari la prossima volta non gli scapperà una uscita così infelice…“.

Giovanni_VeronesiA questo post la make up artist ha aggiunto un l’hashtag senza troppi fronzoli: #forseciccionamasicuramentenonstronza. La truccatrice usando tutti i canali social a lei disponibili ha poi dichiarato su Instagram: “Grassi, magri, gay, lesbiche, alte, basse, brutte, fighe… Siamo tutti stufi, perché le parole hanno un peso, sempre. Non basta un semplice LOL alla fine di una frase o una risatina per far andare tutto bene #leparolesonolame“. La disputa su internet è cessata tra i due con il blocco da parte di Veronesi  del profilo di Clio su Twitter, ma la rete “non dimentica”.

Di fatti il caos generato dalla dichiarazione del regista è tutt’altro che cessato. Sono moltissimi i post dedicati alla youtubers e contro il regista. Per molti la prima non può e non deve essere giudicata per il suo aspetto fisico, che appare inoltre del tutto gradevole. Il secondo, al contrario, dovrebbe rendersi conto che le parole hanno un peso sempre, ma lo assumono ancor di più se pronunciate in un contesto pubblico e diffuse da un mezzo di comunicazione. Le persone ferite da queste parole classificatrici potrebbero essere, infatti, anche tutti coloro, che come ha sottolineato Clio, si sentono ogni giorno definiti secondo un aspetto fisico o sociale della loro vita personale.