Caterina Marino

Adolescenti sesso e droga in discoteca, come aiutare i propri figli a non autodistruggersi

Adolescenti sesso e droga in discoteca, come aiutare i propri figli a non autodistruggersi

L’oblio dei sabati sera consumato nel chiuso di una discoteca e diffuso sul web

teen2 Il caso della ragazzina ripresa a fare sesso in una discoteca del centro città, a Torino , è solo l’ultimo caso venuto fuori dietro denuncia per diffusione di materiale pedopornografico. Due maggiorenni hanno ripreso e diffuso sul web il video di una sedicenne e del suo partner occasionale, 21enne, mentre facevano sesso in discoteca. E’ persino stata aperta una pagina facebook, con il nome “I bagni del Loud”, il video si è diffuso in maniera virale e irrefrenabile, i tentativi legali di arginamento sono stati inutili, perchè come direbbe De Andrè, “una notizia un pò originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca corre veloce di bocca in bocca”, e il video diventa inarrestabile. Nella scuola non si fa che parlare del famoso amplesso, anche i professori ne hanno preso visione, convincendo la ragazzina, di soli 16 anni, a sporgere denuncia. Fare sesso appena si abbandonanole scuole medie è ormai un ticket da mostrare appena si varca la soglia del liceo, è d’obbligho,  Claudia, 14 anni appena, ci dice: ” Se non lo fai sei una sfigata cessa e significa che nessuno ti vuole, neanche per farsi fare una pompa”, come se perdere la verginità potesse servire a scaldare quel gelo adolescenti-alcol_980x571interiore  provocato dal lutto della perdita della propria identità infantile. L’adolescenza è una fase di crescita molto complicata, è il punto di svolta della propria vita, ci si vuole sentire parte di un gruppo, accettati e protagonisti, e pronti ascendere a qualsiasi compromesso ritenuto necessario, si vuole conoscere la realtà degli adulti ma allo stesso tempo si ha paura, non ci si fida più dei genitori che diventano improvvisamente delle persone dalle quali difendersi, dei bugiardi che si comportano come se davanti avessero dei bambini. Fare sesso è solo una delle volontà autodistruttive che si sviluppa in quest’età, è il desiderio di amore e morte. La storia della maggior parte delle ragazzine, oggi, ha quasi sempre lo stesso epilogo,  iniziano a fare sesso per abbandonare quel “grasso bruno” che le avvolge e le protegge, per mostrarsi inermi e impavide alla vita che le attende, al futuro che le sfida. Il tentativo da parte degli adulti di accompagnarle è spesso respinto, esse si fidano solo dei coetanei che hanno il potere di includerle nei gruppi o escluderle. Sembra che in questa delicata età problemi-adolescentevengano sviscerate e portate in scena tutte quelle sfumature di sadico e macabro che aleggiano nelle più perverse indoli umane,   logorando la vita dei sabati sera, dove alcool e droghe leniscono quel senso di abbandono e di inutilità che si prova, e il sesso diventa protagonista dell’oblio di una notte che sembra infinita, non lo si fa per provare piacere ma solo per avere un argomento per dimostrare quanto si è “forti e fighi” il lunedi mattina , per dimostrare quanto potere di dominazione si ha e quanto si sia desiderate e belle, correndo il rischio di cadere nelle mani dei ragazzini per bene, i più belli della scuola, che con tutta la cattiveria e la superficialità del caso manipolano le  giovani, spesso inducendole a fare sesso davanti a tutti, o peggio ancora a fare sesso con tutto il gruppo. Purtroppo Melissa P. non è solo un racconto. E’ rivoltante quanto doloroso, prendere coscienza di questa nuova piaga sociale. E’ forse la mancanza di una sana  educazione, l’allontanamento dalla religione o l’incoscienza  con cui si fa utilizzo dei social, pensando che si può condividere di tutto e sopratutto fare qualsiasi cosa, che tanto non è peccato. Il valore della vita diventa labile,  la dignità viene calpestata e l’aurea di sofferenza che avvolge l’esile corpo di  ragazzine avvenenti, fotocopia diafana l’una dell’altra diventa sconforto. Il  professore Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, dice che i dipendenzegenitori per aiutare i figli devono farsi amare e insegnare ai figli che cos’è l’amore, per gli altri e per se stessi. Bisogna che i genitori si concentrino molto sui mutamenti dei ragazzi, accettando che l’esperienza del sesso come tassello di crescita si fa precocemente,  e non arrabbiandosi, cercando di dare delle regole senza che siano troppo rigide, per non indurre il figlio ad affermare la propria volontà, trasgredendole, si alle uscite, ma conditio sine qua non, è che il genitore faccia da autista in modo da mostrarsi complice e super visore contemporaneamente. non bisogna dare subito una gran quantità di libertà perchè destabilizzerebbe facendo capire che tutto è lecito, bisogna dosarla gradualmente e fare in modo che il ragazzo si conquisti  il suo posto da individuo nel mondo, crescere è mettere in discussione tutto e riportare una comprensione dell’esistenza personale senza il passaggio attraverso il filtro del genitore. E’ difficile, si potrebbero commettere errori tali da compromettere il futuro dell’individuo, sono gli anni più duri sia per i genitori che per i figli, è una sfida che gli adulti non si possono permettere di perdere, cercare di proteggere il proprio figlio scegliendo per lui creerebbe solo dei danni, per cui bisogna soltanto accompagnarlo passo passo senza farsi scorgere, e facendogli sentire quanto sia il vostro orgoglio.

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