Rita Caridi

#GiveBenAJob: la storia di un giovane Down che non riesce a trovare lavoro [VIDEO]

#GiveBenAJob: la storia di un giovane Down che non riesce a trovare lavoro [VIDEO]

Anche se siamo nel 2015 il mondo, per alcuni aspetti, è ancora molto arretrato, mentalmente. Quand’è che l’uomo inizierà a pensare senza paletti e limitazioni? Quando inizierà ad accettare gli altri così per come sono, anche se con malattie “particolari” come la sindrome di Down?

CAjqkuwUkAA8SrGIl mondo, anche se non sembrerebbe, è ancora molto arretrato, e lo si capisce quando, di fronte a certe difficoltà, si agisce in maniera errata. Come per esempio quando ci si trova di fronte a persone “diverse”, malate o diversamente abili, che, invece di essere aiutate, vengono costantemente emarginate e trattate in maniera sgarbata e superficiale. Come nel caso di Ben, un ragazzo 26enne che, nonostante una qualifica di secondo livello in ristorazione, non riesce a trovare un lavoro stabile e ben stipendiato. La difficoltà di Ben nel trovare un lavoro fisso è dovuta dal fatto che è affetto da sindrome di Down, e, quindi, i datori di lavoro si sentono frenati nonostante la sua preparazione ed esperienza.
Stanca di vedere il ragazzo triste e sempre alla ricerca di un lavoro, che non riusciva mai a trovare, la matrigna di Ben Small ha deciso di pubblicare su Twitter un annuncio: “qualcuno nella zona di Liverpool potrebbe dare al mio figliastro Ben, con sindrome di Down, la possibilità di un lavoro retribuito? E’ motivato e con un NVQ 2 in ristorazione”.
L’annuncio ha riscosso un enorme successo, come sempre il mondo dei social è sempre attento e pronto ad intervenire nelle giuste cause: in poco JS59368672tempo l’appello della matrigna di Ben è stato condiviso da centinaia di persone , e, oltre 2 milioni di persone hanno lasciato il loro personalissimo cinguettio sotto l’hashtag dedicato – #GiveBenAJob, date un lavoro a Ben, hashtag balzato anche nei primi posti fra i TT anglosassoni – e ne hanno seguito gli aggiornamenti.
La storia ha fortunatamente avuto il lieto fine che si meritava: Ben ha partecipato a diversi colloqui, il 21 marzo ha preso servizio al suo primo giorno di lavoro.
Ma, perchè nel 2015 si è ancora costretti a dover ricorrere a mezzi “strategici” per attirare l’attenzione ed essere seriamente presi in considerazione? Perchè ancora oggi, le persone diversamente abili non vengono considerate come tutte le altre, e trovano immense difficoltà nella vita di tutti i giorni?

 


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