Rita Caridi

Codice Data Matrix: cos’è e a cosa serve

Codice Data Matrix: cos’è e a cosa serve

Data Matrix: tutto sul sistema di codificazioni usato dal dipartimento della Difesa Americana

Il Data Matrix è un sistema di codificazione per piccoli o grandi oggetti di varia natura utilizzato persino dal dipartimento della Difesa Americana. Non ha nulla a che vedere con il mondo cifrato del celebre film Matrix sebbene con esso abbia una certa attinenza dato che si tratta di un codice a celle che identifica una precisa entità, che sia essa un bisturi, un dispositivo aerospaziale oppure un macchinario industriale.

  • Cos’è il codice Datamatrix?

Il codice Datamatrix è definito come un codice a due dimensioni, ovvero 2D a matrice. Il suo aspetto è quello di un quadrato o di un rettangolo a celle bianche e nere. Queste comunicano informazioni testuali come dati e comandi e, in un solo codice, possono essere presenti una grande quantità di informazioni. Difatti la quantità di dati che un datamatrix può contenere può variare da pochissimi bytes fino a oltre duemila caratteri alfanumerici per una quantità totale di oltre 1500 bytes. La dimensione del codice dipende dal tipo di dati che questo deve codificare e dai livelli di correzione dell’errore per la corretta lettura, anche quando questo è parzialmente non leggibile.

Il codice datamatrix ha una sua storia che inizia nel 2005, quando fu inventato da un’azienda che grazie al suo successo fu fortemente voluta e acquistata dalla Siemens per poi essere ceduta alla Microscan. L’azienda che ha ideato il codice datamatrix è la International Data Matrix Inc (ID Matrix) che si è unita alla RVSI/Acuity CiMatrix e ha ideato uno standard di codificazione che successivamente è stato reso di pubblico dominio attraverso il codice ISO/IEC16022. Attualmente la legislazione italiana lo tratta all’articolo 21 del decreto legislativo 23 maggio 2019 del Ministero della Salute. Con questa certificazione il codice è diventato accessibile a chiunque senza il pagamento di licenze, royalties o diritti.

  • Come funziona?

Come abbiamo visto poc’anzi il codice datamatrix è caratterizzato da un quadrato o un rettangolo diviso a celle bianche e nere e queste rappresentano i bits della codificazione. Le celle bianche equivalgono allo zero mentre quelle nere indicano l’uno o il contrario. Ogni codice è caratterizzato da due barre disposte a forma di L e sono la parte che viene comunemente indicata come Finder Pattern. A destra e in alto si trovano i timing pattern, ovvero moduli del codice che contribuiscono a codificare l’informazione. Il finder pattern serve a localizzare l’informazione mentre il timing conta righe e colonne della stessa. Maggiore sarà il numero di dati che il codice include e maggiori saranno righe e colonne inserite nel timing pattern.

  • Dove lo si impiega?

Questo codice è molto simile al QR Code anche per le sue applicazioni sul mercato. Di solito il datamatrix si applica a piccoli oggetti perché ha la particolare capacità di codificare tantissime informazioni in uno spazio ridotto, grande circa due o tre millimetri quadrati. Si può inoltre leggere con un ridotto contrasto e ha una vastissima scalabilità. Può infatti raggiungere dimensioni minime pari a 300 micron, per il quale può essere letto solo da speciali apparecchiature. Ovviamente questo codice può anche raggiungere la grandezza di mezzo metro quando applicato su grandi imballaggi e scatoloni. Non esistono particolari limitazioni circa la sua estensione perché questa dipende dalla codificazione, dal tipo di marcatura e dal tipo di lettori che saranno impiegati per la codificazione. Per queste speciali caratteristiche esso è impiegato soprattutto nell’industria militare e in quella della componentistica elettronica di piccolissimi oggetti, come quelli impiegati in chirurgia medica.


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