Rita Caridi

Facebook: via libera ai video violenti

Facebook: via libera ai video violenti

FB-BloomFacebook dice sì ai video violenti. Dopo il via libera ai post pubblici per i minorenni di qualche giorno fa, l’azienda di Palo Alto ha tolto il veto sui filmati che contengono immagini forti, come decapitazioni, atti terroristici, violazione dei diritti umani ed esecuzioni. Questo perché, spiegano dal celebre social network, la condivisione che ne viene fatta nasce per condannare i gesti contenuti nei video e non per esaltarli. Altrimenti, precisano, l’atteggiamento di Facebook sarebbe stato un altro.Tantissimi le reazioni negative però: “E’ da “irresponsabili, specialmente senza che ci sia un avviso” è stato ha detto il primo ministro britannico David Cameron. “Devono spiegare le loro azioni ai genitori preoccupati“, ha continuato.
Irritati anche gli utenti pubblicitari. La Zipcar, società di carsharing, ha detto alla Bbc di essere seccata per il fatto che i suoi annunci siano apparsi vicino ad uno dei video del genere. “Vogliamo che sappiate che noi non giustifichiamo questo tipo di contenuto ripugnante che sta circolando su Facebook“, aveva dichiarato in un comunicato. Facebook ha quindi fatto in modo che la pubblicità di Zipcar e di altre aziende non apparisse sulla pagina in questione.
L’emittente britannica è stata avvertita delle nuove disposizioni del social network dopo che un lettore aveva segnalato che video di questo tipo erano apparsi di nuovo online – in particolare una clip presumibilmente girata in Messico, che mostra un uomo mascherato mentre uccide una donna, intitolata “Sfida: può chiunque guardare questo video?” – e che la società si rifiutava di rimuoverla. Dinanzi alla richiesta di chiarimenti, Facebook ha fatto sapere di aver permesso nuovamente la pubblicazione di questo tipo di materiale.
Facebook – ha detto una portavoce del social network – è da tempo un posto dove le persone si trovano per condividere le loro esperienze, in particolare quando sono collegate ad eventi controversi, come ad esempio gli abusi dei diritti umani, atti di terrorismo e di altri episodi di violenza”. Tuttavia, dal momento che ci sono delle contestazioni, “stiamo lavorando per fornire alla gente un ulteriore controllo sui contenuti che vedono“.


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