Sopracciglia bianche: il problema non è il colore, ma come usi la pinzetta. L’errore da non commettere

Strapparle non le fa tornare scure e vi costa un buco che potrebbe non chiudersi più: cosa fare davvero con i peli bianchi, dal mascara alla tinta

Chi ha attraversato la seconda metà degli anni Novanta ricorda la pinzetta come un attrezzo quotidiano. Le sopracciglia si portavano sottilissime, una virgola disegnata più che un arco, e per ottenerle si strappava tutto quello che avanzava. Trent’anni dopo quelle stesse arcate, in parecchi casi, non sono mai tornate come prima: i follicoli hanno smesso di produrre e la matita è diventata un obbligo, non una scelta. Vale la pena rileggere quella storia adesso, perché la pinzetta sta tornando in mano per un motivo diverso e il rischio è rimasto identico. Il motivo si chiama pelo bianco. Ne spunta uno in mezzo all’arcata, prende la luce, sembra più lungo e più indisciplinato degli altri, e la tentazione di farlo sparire in due secondi è fortissima. Conviene resistere, e non per una questione di accettazione di sé: per pura aritmetica.

Ricrescerà bianco, sempre

Il colore del pelo dipende dai melanociti, le cellule che producono melanina dentro il follicolo e la trasferiscono al fusto. Quando in quel punto preciso i melanociti smettono di lavorare, il pelo esce senza pigmento. Strapparlo non li rimette in funzione: il follicolo riparte con il suo ciclo e produce un nuovo pelo identico al precedente, bianco. Non esiste gesto meccanico o cosmetico capace di restituire il colore a un follicolo che ha smesso di produrlo. Cade anche l’altra leggenda, quella secondo cui strappandone uno ne crescono due. Ogni follicolo produce un solo fusto e ha i suoi melanociti: la pinzetta non contagia i vicini. Se funzionasse davvero così, ha osservato il docente di scienze dermatologiche Desmond Tobin, avremmo trovato la soluzione definitiva al diradamento. Quanto alle cause, l’età è la più ovvia ma non l’unica: pesano la genetica, lo stress, gli squilibri ormonali, alcune terapie e i disturbi della pigmentazione come la vitiligine. Se le sopracciglia sbiancano all’improvviso e a chiazze, parlatene prima con il medico che con l’estetista.

Quello che la pinzetta si porta via

Qui sta il punto vero. Lo strappo isolato non fa danni seri: il follicolo si infiamma un poco e nel giro di qualche settimana rifà il pelo. Il problema nasce dalla ripetizione sullo stesso millimetro di pelle, che è esattamente quello che succede quando si prende l’abitudine di andare a caccia del bianco ogni mattina davanti allo specchio. La trazione meccanica continua può infiammare, cicatrizzare e alla fine spegnere il follicolo. La spia da riconoscere è minuscola: se dopo lo strappo compare una gocciolina di sangue, siete arrivate troppo in profondità. Sulle sopracciglia il conto è più salato che altrove, perché i peli sono pochi e ogni assenza si nota. È precisamente il meccanismo che ha lasciato senza arcate una generazione intera. Detto in modo brutale: il pelo bianco si copre in dieci secondi, il vuoto che lasciate strappandolo può non chiudersi più. E siccome il disegno delle arcate cambia l’espressione del viso più di qualunque altro dettaglio, vale la pena ricordare quanto conta scegliere la forma giusta a seconda dell’effetto che volete ottenere: la densità è la materia prima di quel disegno.

Se ne avete due o tre: basta il colore

Per pochi peli bianchi la soluzione più rapida è il mascara colorato per sopracciglia, o un gel pigmentato. La regola che fa la differenza è una sola: niente prodotti in polvere. Le polveri si depositano sulla pelle e scivolano via dal pelo bianco, che è più poroso e più rigido degli altri; servono formule cremose o in gel, che lo avvolgono e ci restano. Si applica partendo dall’interno dell’arcata verso l’esterno, con tocchi brevi e leggeri, e si finisce pettinando con uno scovolino pulito: è il passaggio che evita l’effetto compatto e restituisce l’aspetto del pelo singolo. Un vantaggio collaterale non da poco: il bianco tende a crescere in direzioni tutte sue, e un prodotto con tenuta lo rimette in riga mentre lo colora. Se le vostre arcate sono di quelle che si svegliano ogni mattina con idee proprie, il discorso vale doppio e ne abbiamo già parlato a proposito dei gel che domano le sopracciglia indisciplinate.

Se ne avete molti: tinta, henné o laminazione

Quando i bianchi diventano tanti, ritoccarli ogni mattina è una perdita di tempo e la strada diventa la tinta specifica per sopracciglia, che tiene dalle due alle quattro settimane. Specifica è la parola chiave: la tinta per capelli ha una concentrazione diversa e non è pensata per il contorno occhi. Due accortezze non negoziabili: il test su una piccola porzione di pelle almeno quarantotto ore prima, e una crema ricca stesa intorno all’arcata per evitare che il colore macchi la pelle. L’eccesso si toglie subito con un cotton fioc, poi si lasciano asciutte per ventiquattro ore. L’henné è l’alternativa più morbida e ha una particolarità utile: colora anche la pelle sotto il pelo, quindi riempie otticamente gli spazi vuoti e dura qualche giorno in più. La laminazione abbinata alla colorazione, infine, è la scelta più completa quando i peli bianchi sono anche ribelli, perché li riallinea e li tinge nello stesso appuntamento. Sul colore, una sola regola che salva da parecchi errori: mai più scuro dei capelli. Una tonalità appena più chiara, scelta sull’incarnato, ammorbidisce lo sguardo invece di indurirlo. Resta il rimedio più semplice, quello che le brow artist consigliano più spesso e che quasi nessuna applica: se un pelo bianco vi infastidisce perché è lungo e sbuca dalla linea, tagliatelo. Forbicine da sopracciglia, peli pettinati verso l’alto, si accorcia soltanto quello che esce dall’arco. Ricrescerà bianco anche lui, certo. Ma ricrescerà, e fra dieci anni non vi presenterà il conto.