L’idea della mostra intitolata “Gianni Versace, Magna Grecia Tribute”, a cura di Sabina Albano, esperta di moda e archeologa, nasce per dimostrare la contaminazioni fra diverse arti, tra il mondo antico, l’archeologia e l’arte contemporanea. Infatti Versace si ispirava spesso all’arte del passato, ripetendo simboli iconografici della pittura, scultura e dei mosaici magno greci. Undici abiti, della collezione privata di Antonio Caravano, esposti nella sala Cielo Stellato del MANN e al loro fianco, in teche di vetro, reperti archeologici della Magna Grecia. Aste, viaggi, fiere di vintage e ogni possibile canale di acquisto hanno fatto in modo che in tutti questi anni, a partire dalla sua scomparsa, Marco Antonio abbia creato un grande e importante archivio Versace. Oro, pietre, stampe ipercolor, pelle e borchie preziose . C’è è un vestito esposto, su cui sono riprodotte maschere teatrali, un piccolo bomber in seta policroma con motivi barocchi e foglie di acanto, un corpino in seta rossa impunturata con due borchie medusa e fibbie oro datato 1992/93. Presente anche un abito in “oroton” o metalmesh che richiama lo stile della dea Artemide, materiale inventato dallo stilista ispirato alle cotte dei pancerni e ai guanti degli ostricari. Tra le camicie di seta di Gianni Versace che rivivono la Magna Grecia, il percorso continua con i ritratti di Naomi Campbell, Linda Evangelista e lo stesso Gianni di Ilian Rachov e Marco Abamondi e foto su tela di Edoardo Tranchese; Dopo filari di manichini, con accanto l’equivalente artistico, gli acquerelli di Bruno Gianesi e Manuela Brambatti, i designer cari a Gianni Versace.
“Ho in mente questo progetto davvero da molto tempo”, racconta Sabina Albano, ideatrice e curatrice della mostra, con la collaborazione scientifica di Maria Morisco. “Mi ha ispirato la convinzione che le parole della moda possano leggere la storia. Il linguaggio della moda è per me un linguaggio storico, un codice che può decifrare tutto. Parlare di Gianni Versace e della Magna Grecia significa andare alle radici della nostra cultura. In fondo, sono un’archeologa con la passione della moda. Un abito degli anni ’90 non è altro che un reperto, figlio di iconografie artistiche, anch’esso un pezzo di storia: la nostra”.
Napoli: tra archeologia e moda, Gianni Versace al Mann, a vent’anni dalla sua scomparsa [GALLERY]
Si è conclusa da poco la mostra su Gianni Versace (aperta al pubblico dal 13 luglio al 24settembre) al Museo Nazionale di Napoli, con numeri sorprendenti di visitatori
