Nel panorama globale delle mete turistiche, esistono località che si distinguono per un particolare legame con i gatti, diventando vere e proprie destinazioni ideali per gli amanti di questi felini.
Dall’Italia all’Asia, passando per l’Europa, alcune città e borghi celebrano i mici non solo come animali domestici ma come simboli culturali e artistici, offrendo un’esperienza di viaggio unica e coinvolgente.
Le destinazioni italiane da non perdere per gli appassionati di gatti
In Italia, il fascino dei gatti si manifesta in diverse località, spesso piccoli borghi dove i felini sono presenti non solo nelle strade ma anche come protagonisti di arte e cultura locale. Seborga, in Liguria, si presenta come un piccolo principato dove convivono circa tre colonie di gatti, inserendo questi animali nel tessuto sociale e culturale del paese. La sua indipendenza simbolica e il ruolo di principe eletto rendono questo borgo una meta affascinante anche per chi ama scoprire luoghi insoliti.
Spostandoci nel Piemonte, Brolo, frazione di Nonio sulle rive del lago d’Orta, è celebre per la sua dedizione ai felini: monumenti, piastrelle decorative e volumi celebrano la lunga storia che lega questo borgo ai gatti, radicata in antiche tradizioni locali. Non lontano, Briona in provincia di Novara ospita numerosi murales dedicati ai mici, in un contesto arricchito da chiese antiche, castelli e un ponte medievale, offrendo un mix di storia e amore per i felini.
Sul fronte mediterraneo, la Sardegna propone San Vero Milis e la sua spiaggia di Su Pallosu, dove una colonia felina vive in un ambiente naturale suggestivo. Le visite sono rare e vanno prenotate tramite l’associazione culturale Amici di Su Pallosu, che si occupa della tutela di questi animali. Anche l’isola di Procida in Campania è una meta imperdibile: la sua forma ricorda un gatto e le strade sono popolate da numerosi felini che si integrano perfettamente nel paesaggio colorato e accogliente.
Allargando lo sguardo oltre i confini italiani, molte città nel mondo sono rinomate per l’affetto e l’attenzione dedicata ai gatti. Istanbul in Turchia è nota come “la città dei gatti”: i felini sono ovunque, amati dai residenti e protagonisti di una leggenda che li vede salvatori del profeta Maometto. Il documentario “Kedi – La città dei gatti” racconta proprio questa straordinaria convivenza tra uomo e animale nella metropoli turca.

Qui ci sono tantissimi gatti: questi posti sono incredibili e bellissimi – Mitindo.it
Sul Mar Adriatico, Kotor in Montenegro offre un’incantevole cornice storica, con mura veneziane e un centro storico Patrimonio UNESCO dove i gatti vivono liberamente per le vie della città. Qui si trova anche il Cats Museum, inaugurato nel 2013, che celebra la presenza felina nel territorio. In Olanda, Amsterdam è un’altra città che ama i gatti: il Kattenkabinet è un museo dedicato all’arte felina, fondato per onorare un gatto di nome John Pierpont Morgan, e The Catboat accoglie i mici randagi in una casa galleggiante sui canali.
Spostandoci in Grecia, l’isola di Skiathos è un vero paradiso per chi ama i gatti e la natura: le oltre 60 spiagge che costeggiano i 44 chilometri di costa sono il regno di numerosi felini assistiti dall’associazione Skiathos Cat Welfare Association dal 2005.
Nel continente asiatico, alcune località sono diventate celebri per la loro popolazione felina. Kuching, in Malesia, il cui nome significa letteralmente “gatto”, ospita un museo dedicato con oltre 4000 opere e un festival annuale, Pesta Meow, che celebra questi animali. La città è una delle principali destinazioni felini in Asia, con statue e simboli felini ovunque.
In Giappone, due isole sono particolarmente famose: Aoshima, detta anche “isola dei gatti”, dove i mici superano di dieci volte gli abitanti umani, e Tashirojima, dove i gatti furono portati per proteggere le coltivazioni di bachi da seta dai topi. Quest’ultima ospita anche un santuario dedicato a un gatto eroe, immerso in un contesto naturale e marino di grande suggestione. Tuttavia, ad Aoshima si registra un calo della popolazione felina a causa di programmi di sterilizzazione e del progressivo invecchiamento degli abitanti, con un conseguente ridimensionamento del fenomeno.
Infine, a Taiwan, il villaggio di Houtong è passato da città mineraria abbandonata a paradiso per i gatti randagi grazie a un progetto avviato nel 2008. Oggi Houtong è un luogo vivace dove negozi e caffè accolgono i visitatori insieme ai numerosi felini, abituati alla presenza umana e diventati attrazione turistica di rilievo.

