Lo fate anche voi, non è vero? Prima di uscire per il mare vi fermate davanti allo specchio con il beauty in mano e vi fate la stessa domanda di sempre: mi trucco o non mi trucco? La risposta onesta è che una via di mezzo esiste, e non è quella che ci hanno raccontato per anni a colpi di fondotinta coprente sotto il sole delle due. Curiosamente, il dilemma non è nuovo. Truccarsi in spiaggia è un’abitudine che ha quasi un secolo, ed è nata dove nascono quasi tutte le mode balneari: sulla costa francese, tra Biarritz e Deauville.
Tutto è cominciato negli anni Trenta
Fu Coco Chanel, negli anni Venti, a sdoganare l’abbronzatura come segno di benessere e di vita mondana. Un decennio dopo, le aristocratiche e le dive scendevano sulla sabbia con cipria e rossetto, come se il bagnasciuga fosse un salotto. Il problema, ovviamente, era l’acqua: bastava un tuffo e il trucco spariva. La cosmesi ci mise poco a rispondere. Max Factor mise a punto basi a tenuta più solida, a base di cere; nel 1939 Helena Rubinstein lanciò il primo mascara resistente all’acqua, e il cinema degli anni Quaranta, con le sue commedie acquatiche, trasformò l’idea di una donna impeccabile anche dopo un tuffo in un immaginario collettivo. Insomma, il trucco waterproof non è nato per resistere alle lacrime da matrimonio: è nato per il mare.
Il solare viene prima di tutto (e non si sostituisce)
Qui va detta una cosa che spesso si dimentica: nessun fondotinta con un po’ di filtro dichiarato in etichetta protegge come un solare. La quantità che applichiamo sul viso è troppo piccola, e la protezione promessa resta teorica. La base di partenza, sotto l’ombrellone, è un solare ad alta protezione steso venti minuti prima di uscire, orecchie e contorno occhi compresi, e riapplicato ogni due ore o dopo ogni bagno. È la sola regola non negoziabile di tutta la faccenda, e vale ancora di più se state cercando un’abbronzatura senza scottature. Per il ritocco a metà giornata, quando il viso è già truccato, esistono le ciprie solari con applicatore a pennello: si passano sopra il trucco senza rovinarlo e rinnovano la protezione. È l’unico modo civile di rimettere il filtro alle tre del pomeriggio senza dover ricominciare da capo.
Cosa funziona davvero sulla sabbia
La regola d’oro, in spiaggia, è togliere anziché aggiungere. Poco prodotto, ben scelto, resiste; molto prodotto si scioglie e si accumula nelle pieghe. È lo stesso principio del skinimalism, la tendenza che ha riportato in auge la pelle vera al posto della maschera perfetta.
- Al posto del fondotinta: un solare colorato o una crema con un velo di pigmento. Uniformano, non coprono, e non fanno l’effetto pasta di mandorle quando iniziate a sudare.
- Mascara waterproof, meglio se marrone: il nero sotto il sole pieno indurisce i lineamenti, il marrone apre lo sguardo e sembra un’abbronzatura in più.
- Matita waterproof sulla rima interna, sfumata con il polpastrello: definisce l’occhio e sopravvive al bagno molto meglio di un eyeliner liquido.
- Balsamo labbra con filtro solare: le labbra si scottano, si screpolano e nessuno se ne accorge finché non è tardi. Un balsamo colorato con protezione fa il lavoro di due prodotti.
- Gel trasparente per le sopracciglia: tiene tutto a posto, costa poco, cambia il viso più di quanto immaginiate.
Cosa lasciare volentieri a casa
Il gloss appiccicoso, prima di tutto: raccoglie la sabbia e il vento gliela incolla addosso. Poi le basi molto coprenti e le ciprie pesanti, che con il sudore si sfaldano. Attenzione anche ai prodotti profumati con oli di agrumi, come il bergamotto: alcune essenze fotosensibilizzanti possono favorire la comparsa di macchie sulla pelle esposta al sole. Se un profumo o una crema profumata vi piace troppo per rinunciarci, spostatelo sui vestiti o sui capelli, non sulla pelle scoperta.
La sera, il vero gesto di cura
Il trucco waterproof ha un difetto: resiste anche allo struccante normale. Serve un bifasico, quello con la parte oleosa e quella acquosa da agitare prima dell’uso, appoggiato sull’occhio con un dischetto per qualche secondo prima di passare, senza sfregare. Poi detersione del viso, per togliere solare e salsedine, e una crema ricca o un siero idratante, perché la pelle dopo una giornata di mare è più disidratata di quanto sembri. Il modo più semplice di riassumerla è questo: in spiaggia il vostro miglior trucco è il solare, tutto il resto è un accessorio. Preparate un beauty da mare con quattro cose — solare, cipria con filtro, mascara waterproof marrone, balsamo colorato — e lasciate a casa il resto. Le dive di Biarritz, tutto sommato, non avevano molto di più.

