Il qipao con le infradito di gomma: ecco come si porta la nuova tendenza

Collo alto, spacchi e bottoni annodati: l'abito nato nella Shanghai degli anni Venti diventa il capo estivo più versatile, purché la scarpa resti piatta

Ci sono vestiti che in negozio sembrano una promessa e nell’armadio diventano un problema: troppo belli per il martedì, non abbastanza per l’occasione giusta. Restano appesi, con il cartellino ancora attaccato, a farci sentire vagamente in colpa ogni volta che apriamo l’anta. Il qipao rischiava seriamente di finire in quella categoria — poi qualcuna ha avuto l’idea di metterci sotto un paio di infradito di gomma, quelle da tre euro che si comprano al mercato, e l’abito ha smesso di essere una cerimonia.

Cheongsam o qipao: stesso abito, due lingue

Prima di parlare di come si porta, mettiamo ordine su come si chiama, perché la confusione è comprensibile. Qipao è il termine mandarino, cheongsam è la pronuncia cantonese, diffusa a Hong Kong e poi passata nel linguaggio internazionale della moda: indicano lo stesso vestito. Lo riconoscete da tre dettagli che non cambiano mai — il collo alto e rigido, gli spacchi laterali e i bottoni annodati, quei nodini in cordoncino che sostituiscono l’asola e corrono in diagonale dal collo all’ascella.

L’abito che conosciamo nasce nella Shanghai degli anni Venti, quando le sarte della città prendono la veste ampia di tradizione manciù e la rimodellano con le tecniche del taglio occidentale: la accorciano, la stringono, aprono gli spacchi perché si possa camminare, e in qualche caso ballare. Negli anni Quaranta era semplicemente ciò che le donne indossavano per andare al lavoro e al mercato, il che dice molto sul perché regga benissimo la vita quotidiana anche oggi. Vale la pena ricordarlo, se non altro perché è un capo con una storia precisa e non un travestimento a tema.

Perché torna proprio adesso

Le versioni contemporanee hanno allentato la presa perché è cambiato quanto basta: la linea segue il corpo senza fasciarlo, la vita è meno costretta, compaiono cotone e tessuti leggeri al posto del raso pesante, e il collo alto con i bottoni annodati sopravvive anche su camicie e top che con la cerimonia non hanno nulla a che fare. Insomma, il capo è diventato portabile senza perdere quello che lo rende riconoscibile a colpo d’occhio.

E riconoscibile lo è parecchio: una ricerca dell’International Textile and Apparel Association pubblicata nel 2024 ha rilevato che il 98% dei giovani statunitensi intervistati identifica questo abito senza esitazioni; messi davanti a cinque reinterpretazioni moderne, oltre la metà ha scelto quella che conservava più dettagli tradizionali, doppio spacco e collo alto compresi. Tradotto: le versioni annacquate piacciono meno di quelle fedeli. È lo stesso movimento che nel beauty conosciamo già bene, con l’estetica cinese che si è fatta strada accanto a quella coreana — ne avevamo parlato mettendo a confronto le due scuole asiatiche della cura della pelle.

La regola delle infradito (e di tutte le altre scarpe)

Ecco il punto pratico, quello che fa la differenza fra un vestito indossato e un vestito appeso. Il qipao ha già dentro di sé tutta la formalità che gli serve: collo chiuso, linea verticale, chiusure decorative. Se ci aggiungete un tacco alto, un décolleté a punta e una borsa rigida, ottenete un completo da matrimonio, punto. Se invece ci mettete sotto la scarpa più ordinaria dell’estate — l’infradito di gomma piatta, tinta unita, quella che avete usato per andare in spiaggia — succede una cosa curiosa: l’abito si sgonfia della sua solennità e diventa un vestito da mercoledì.

Qualche indicazione per non sbagliare. Scegliete l’infradito monocolore, nera, bianca o color cuoio, e lasciate perdere quelle piene di strass e pietruzze: qui l’effetto funziona proprio perché la scarpa è dichiaratamente banale. In alternativa reggono benissimo le ballerine morbide, le mules basse e i sandali piatti dalla fascia sottile, che allungano la gamba senza spostare il registro verso la cerimonia. Se proprio volete un rialzo, tenetevi su una zeppa bassa in corda: resta un materiale da giorno.

Su quale silhouette funziona, e come sceglierlo

L’errore più comune è comprarlo troppo stretto, perché il modello sul manichino sembra chiedere aderenza. Non è così: la versione morbida è quella che sta bene praticamente a tutte, e soprattutto è l’unica che si può portare per otto ore senza pentirsene. Prendete la vostra taglia abituale e, se siete indecise fra due, salite.

Sulla lunghezza, il polpaccio è la misura più elegante e la più facile da gestire; sopra il ginocchio funziona solo se lo spacco è contenuto, altrimenti finite a tirarlo giù tutto il tempo. Lo spacco, appunto: fermatevi qualche centimetro sotto il ginocchio se cercate qualcosa di quotidiano, tenetelo più alto per la sera.

Il collo alto è il dettaglio da valutare davanti allo specchio. Slancia e ordina la figura se avete il collo lungo, mentre su un collo corto tende a schiacciare: in quel caso cercate una versione con il colletto più basso, oppure raccogliete i capelli e lasciate scoperta la nuca, che è il modo più semplice per recuperare centimetri. Sulle spalle larghe il taglio verticale gioca a favore; sui fianchi pronunciati, la versione in cotone o in lino cade meglio del raso, che segna ogni cosa.

Gli accessori: qui meno è davvero meglio

Il collo chiuso non lascia spazio a collane, quindi risparmiatevele: sopra i bottoni annodati fanno solo confusione. Gli orecchini piccoli, un cerchietto sottile o un lobo, sono la scelta giusta; le pendenti lunghe entrano in conflitto con la linea del collo. La cintura non serve, il vestito ha già la sua vita. Per la borsa, tenetevi su qualcosa di informale — rafia, tela, un sacchetto morbido — perché è il secondo elemento, dopo la scarpa, che decide se state andando a un ricevimento o a fare la spesa.

Come allungare il proprio qipao a settembre

Non archiviatelo con i costumi. Il qipao è uno dei pochi abiti estivi che sopravvive al cambio di stagione senza sembrare fuori tempo: basta un cardigan sottile aperto o un blazer destrutturato sulle spalle, le ballerine al posto delle infradito e, quando le mattine si fanno fresche, un collant velato coprente. E se lo comprate adesso, in piena fase di svuotamento degli scaffali, avete anche buone probabilità di pagarlo la metà di quanto sarebbe costato a giugno.