Jesse Jackson una volta ha detto che gli Stati Uniti d’America non sono una coperta composta da un pezzo di stoffa monocromatico, ma un patchwork composto da molte stoffe diverse tra loro, cucite e tenute insieme da un unico filo. Questo si riflette in tutti gli ambiti della vita americana, nella sua cultura e nella sua società, così come nella sua fashion industry. Lo stile americano si è sempre distinto per la sua varietà, per il suo estro e per la ricerca d’originalità, senza mai lasciarsi limitare troppo dalle formalità. Tantissimi elementi si incontrano tra loro, per generare qualcosa di nuovo e sempre di grande impatto.
Il sogno americano passa per tanti capi d’abbigliamento che sono diventati dei veri e propri simboli, capaci di diffondersi come tendenze in breve tempo in tutto il mondo come espressione di un nuovo modo di vivere. Basti pensare ai blue jeans. Il denim nasce a San Francisco nel 1853. Levi Strauss produce dei pantaloni da lavoro ispirati a quelli che indossavano i marinai della repubblica marinara di Genova: comodi e resistenti, sono perfetti per i lavori più duri, e non solo. In breve tempo, il jeans cinquetasche Levi’s 501 diventa un’icona dello stile USA nel mondo.
Nel 1913 viene venduto anche il primo modello di biker jacket prodotta da Irving e Jack Schott. Le tute da motociclista diventeranno presto uno dei capi più rappresentativi del lato ribelle dell’american lifestyle. Il chiodo di pelle verrà indossato da personaggi come James Dean e da Marlon Brando. Niente più camicie, niente più formalità, la t-shirt bianca è l’emblema di una nuova gioventù, dinamica, ribelle e desiderosa di realizzare tutti i suoi sogni, senza scendere a compromessi.
Attraverso la moda continua a vivere anche il mito del West. Nel 1923 alcune donne texane avevano deciso di indossare degli stivali da cowboy per celebrare il 75° anno della fondazione di Fort Worth. La cosa verrà poi riproposta da Dale Evans, attrice americana che lancerà questa tendenza negli anni Cinquanta. Oggi gli stivali texani sono irrinunciabili per tantissimi stilisti, come ad esempio, Peter Do. E la cosa potrà sorprendere molti, ma persino le scarpe da ginnastica trovano origine nell’epopea West. I nativi americani usavano infatti il lattice per ricoprire le piante dei piedi sui terreni più accidentati, avendo il piede protetto e allo stesso tempo molto agile. L’idea verrà poi riproposta e negli anni Ottanta le scarpe da ginnastica con la suola in lattice diventeranno un accessorio insostituibile.
E ovviamente, non c’è solo il West. Gli Stati Uniti hanno rielaborato attraverso la moda tantissimi fenomeni di costume e di intrattenimento. La moda si è fatta incantare anche da Las Vegas, dai suoi casinò e dai suoi colori. Moschino ha lanciato una borsa che ha forma di una coloratissima slot machine, un gioco che non tramonta mai, sia nelle sue forme più classiche che in versione digitale. La fantasia slot machine viene riproposta anche su pantaloni e camicie dalle fantasie sgargianti.
Il mito di Hollywood ha portato inoltre l’immagine delle dive del cinema a un livello globale mai visto prima. Basti solo pensare a Marylin Monroe e al leggendario vestito bianco che indossava nel film “Quando la moglie è in vacanza”, risalente al 1955. Disegnato dal costumista William Travilla, è a oggi uno degli abiti più imitati della storia della moda. Bianco, leggerissimo e svolazzante, ha ispirato stilisti come Halston e non solo.
Nella serie televisiva Mad Men, ambientata nel mondo dell’advertising newyorkese degli anni Sessanta si dice che le donne sono delle Marilyn, o delle Jackie. Il riferimento è a un’altra grande icona di stile americana, Jacqueline Kennedy Onassis. La first lady statunitense viene ricordata in tutto il mondo per la sua classe e i suoi outfit impeccabili. Gli stilisti di tutto il mondo hanno fatto a gara per vestirla, basti solo fare i nomi di Oleg Cassini, di Cristobal Balenciaga o di Gucci, che ha dedicato proprio a lei una delle sue borse più celebri.
La moda ha rappresentato gli Stati Uniti d’America in tutta la loro varietà, senza smettere mai di stupire e presentare capi sempre nuovi, espressioni di una società in continuo fermento e di un lifestyle in perenne rinnovamento.
