Peli sotto le ascelle, lo scandalo è lo stesso del 1999: noi no

Da Julia Roberts a Phoebe Bridgers a Venezia, i peli femminili dividono ancora. Ma tra le più giovani il rasoio è diventato una scelta a intermittenza

Il braccio alzato per prendere il trolley dalla cappelliera, per rifarsi la coda davanti allo specchio del bar, per salutare un’amica dall’altra parte della strada. Molte di voi conoscono quel mezzo secondo di esitazione, il calcolo rapido su quando è stata l’ultima ceretta. Due immagini delle ultime settimane dimostrano che quel calcolo lo fa ancora anche chi guarda. Della libertà di depilarsi o no abbiamo già parlato. Questa volta la notizia è un’altra: le reazioni sono rimaste identiche, mentre le abitudini delle donne stanno cambiando senza clamore.

A fine agosto l’attrice Amita Rao, volto della serie Adults, è comparsa in un servizio fotografico con un braccio alzato e l’ascella al naturale. Sotto la foto sono arrivati inviti a radersi e file di forbici al posto delle parole. Lei ha risposto con una battuta ironica nelle sue storie di Instagram, senza fare un passo indietro. Il 5 settembre Phoebe Bridgers si è presentata al photocall del film Primetime, alla Mostra del Cinema di Venezia, con un completo gonna di Gucci e le gambe non depilate, e la foto ha fatto il giro dei social.

Phoebe Bridgers scaled

Foto di FABIO FRUSTACI / ANSA

Una dozzina di anni fa su Instagram spopolavano le ascelle colorate. Sembrava l’inizio di un’epoca nuova, e invece eccoci qui.

Da Julia Roberts a Venezia: perché i peli delle donne fanno ancora notizia

Il copione è antico. Nel 1999, alla prima londinese di Notting Hill, Julia Roberts salutò i fotografi con il braccio alzato e le ascelle non depilate. Anni dopo ha raccontato che le bastò quel saluto per far scoppiare uno scandalo, e che non si trattava di una presa di posizione ma di una manica calcolata male.

premier Notting Hill

Foto ANSA

Nel 2019 la stessa ondata di commenti ha travolto Emily Ratajkowski per un servizio fotografico. In Italia ne sa qualcosa Giorgia Soleri, che nel Natale 2021 fece gli auguri con le ascelle in vista e una didascalia ironica sui parenti, e accese una discussione durata giorni.

Il punto è che il pelo sotto il braccio è l’unico che non si può tenere per sé. Le gambe si coprono con un collant, il resto sta sotto il costume, l’ascella si vede appena alzate il braccio. Così, anche quando chi la mostra non intende dire nulla, viene letta come una dichiarazione. Il caso di Venezia ha colpito proprio per questo: gambe al naturale sotto un tailleur, il capo che più di tutti ci hanno insegnato a indossare “in ordine”.

Peli e depilazione in Italia: cosa dicono i numeri

Da noi il rasoio non è in pensione. In un’indagine della piattaforma MioDottore diffusa nel 2022, circa nove italiani su dieci dichiaravano di depilarsi abitualmente, con le ascelle in cima alle zone trattate (77%). L’85% degli uomini si diceva favorevole alla depilazione femminile. Un sondaggio YouGov del maggio 2024, condotto in Italia, Francia, Germania, Austria e Svizzera, conferma il quadro: l’82% delle donne intervistate toglie i peli delle ascelle e tra le italiane il 41% fa regolarmente la ceretta. Eppure le italiane risultano anche le più serene: il 63% ritiene di avere la quantità di peli giusta.

La vera novità sta nel come. A maggio 2026 Skuola.net ha pubblicato un osservatorio realizzato con un marchio di rasoi femminili su 2.500 giovani tra i 14 e i 29 anni. Il 44% delle ragazze si depila prima di tutto per stare bene con sé stessa, e il 38% lo fa solo quando ne sente davvero l’esigenza, senza scadenze fisse. Appena il 4% ha smesso del tutto, mentre il 29% indica ancora la pressione sociale come motivo principale. Tradotto: quasi nessuna butta via il rasoio, ma sempre meno ragazze lo vivono come un obbligo da calendario. Anche nel Regno Unito il 53% degli adulti pensa che una donna debba depilarsi le ascelle, contro il 9% che lo pensa degli uomini, ma la metà dei 16-24enni si dichiara indifferente.

Rasoio, ceretta o crescita libera: come gestire le ascelle a modo vostro

Se scegliete il rasoio, il momento migliore è a fine doccia, quando pelle e peli sono ammorbiditi dall’acqua calda. Usate una lama pulita e ben affilata, sempre con gel o schiuma. Sotto il braccio i peli crescono in direzioni diverse, quindi procedete con passate brevi: prima nel verso del pelo, poi in contropelo solo se la pelle lo tollera. Il deodorante mettetelo qualche minuto dopo, su pelle asciutta, per evitare il bruciore.

Con la ceretta il discorso cambia. Serve qualche millimetro di ricrescita perché la cera faccia presa, quindi qualche giorno di via di mezzo è inevitabile. Conviene programmarla con anticipo rispetto a una cerimonia o a una partenza, non la sera prima.

Se invece volete provare a lasciarli crescere, mettete in conto le prime due o tre settimane: il pelo corto può pizzicare, un po’ come una frangia che ricresce, ma è una fase che passa. L’odore nasce dall’incontro tra sudore e batteri della pelle, quindi la regola resta la detersione quotidiana con un detergente delicato, più un deodorante che arrivi bene alla pelle. C’è poi una terza strada, molto praticata e poco raccontata: accorciare i peli con un regolatore elettrico, senza raderli a zero. Niente irritazioni, niente ricrescita ispida e un aspetto curato anche in canottiera.

E se qualcuno commenta?

Rao ha scelto l’ironia, Bridgers il silenzio, e sono due risposte ugualmente valide. Quella che conta davvero è la vostra, e parte da una domanda da farsi davanti allo specchio: lo faccio perché mi va o perché temo lo sguardo di qualcuno? Se la risposta è la prima, il rasoio è un alleato come la piastra o il mascara. Se è la seconda, vale la pena concedersi una prova.

Il momento giusto è adesso. Con l’autunno arrivano le maniche lunghe, e qualche settimana senza rasoio passa inosservata a tutti tranne che a voi. A primavera, con la prima canottiera, deciderete con calma da che parte stare. Anche da tutte e due, a seconda del vestito.