Il cappello da cerimonia è l’acquisto che quasi tutte abbiamo fatto almeno una volta. Lo si indossa per un matrimonio e poi finisce in cima all’armadio, in una scatola che nessuno riapre più. Martedì 15 settembre, all’Aia, la principessa Amalia d’Olanda ha scelto un’altra strada. Per il Prinsjesdag, la giornata che apre l’anno parlamentare olandese, l’erede al trono si è presentata con un sottile cerchietto dorato e un abito lungo verde oliva con mantella. È un’idea perfetta per chi ama giocare con gli accessori tra i capelli senza sentirsi in costume.
Non è stata la sola a fare a meno della tesa. La regina Máxima ha rinunciato al cappello per un raccolto con un fermaglio scuro, lo stesso che aveva portato nel 2014 durante la visita di Stato in Polonia. Lo ha abbinato a una camicia nera e alla gonna lunga di seta avorio che usa per le serate di gala dal 2006. La più giovane, Ariane, ha indossato l’abito rosso rubino scelto dalla madre per il Prinsjesdag del 2019. Tre donne, una sola idea: un’eleganza che non insegue per forza la novità.
Prinsjesdag 2026, perché il cappello non è più un obbligo
Il dress code della cerimonia ha radici lontane. L’abbinamento di abito lungo e cappello risale ai tempi delle regine Emma e Guglielmina. Allora presentarsi a capo scoperto in un’occasione formale era sconveniente quanto mostrare le gambe. Oggi il protocollo è molto più morbido. Il cappello non è più indispensabile e, raccontano gli osservatori olandesi di moda reale, nessuna dama di corte rimanderebbe a palazzo una principessa in pantaloni.
Il Prinsjesdag resta comunque un palcoscenico. Amalia, 22 anni, viaggia con i genitori nella Carrozza di vetro fino al Teatro Reale, dove il re Willem-Alexander legge il discorso del trono. Lì, scegliere un cerchietto al posto del cappello significa lasciare spazio al resto del look. Parlano la linea a colonna dell’abito, la mantella che scende fino a terra e un verde profondo, già autunnale.
Come scegliere il cerchietto elegante giusto per il vostro viso
La lezione olandese si porta facilmente nel nostro guardaroba, a patto di scegliere bene. Il cerchietto sottile e metallico, come quello di Amalia, è il più versatile. Non cambia le proporzioni del viso e sta bene anche con abiti importanti, perché non ruba la scena a scollature e dettagli.
Se avete un viso tondo, sceglietelo sottile e portatelo leggermente arretrato: la parte alta della testa guadagna un po’ di altezza. Sui visi lunghi o triangolari va meglio una fascia più larga o imbottita, e quella in velluto è perfetta da ottobre in poi. Spezza la verticalità e ammorbidisce i lineamenti.
Anche il taglio conta. Sui capelli lunghi e sciolti il cerchietto mette ordine senza irrigidire. Sul caschetto funziona benissimo se lasciate le punte un po’ mosse, come nel bob spettinato di questo autunno. Con i capelli fini, prima di indossarlo cotonate appena la parte alta della testa. Bastano due passate di pettine per evitare l’effetto chioma schiacciata.
Cerchietto per matrimonio e cerimonia: come abbinarlo
Per un matrimonio o un battesimo il cerchietto è l’alternativa più semplice al cappello, soprattutto se temete di sentirvi travestite. Bastano due regole.
La prima: accordate i metalli. Amalia ha scelto l’oro, in armonia con i toni caldi del suo look. Se portate orecchini d’argento o perle dai riflessi freddi, cercate un cerchietto argentato o in raso.
La seconda: tono su tono oppure contrasto netto, mai a metà. Ariane ha coordinato gli accessori al rosso dell’abito. Máxima ha scelto un fermaglio nero che riprendeva la camicia. Sono due strade diverse, entrambe pulite.
Poi c’è la tenuta. Appoggiate il cerchietto qualche centimetro dietro l’attaccatura, non sulla fronte, dove scivola e lascia il segno. Se la giornata è lunga, fissatelo con due forcine incrociate dietro le orecchie e nascoste sotto le ciocche. Così potrete abbracciare gli sposi e ballare senza doverlo sistemare ogni dieci minuti. Per le cerimonie serali, un modello con piccoli cristalli o perline può sostituire da solo la collana importante.
Il tesoro nascosto nell’armadio della mamma
C’è un dettaglio che rende questo Prinsjesdag più vicino a noi di quanto sembri. Ariane ha indossato un abito che la madre aveva già portato alla stessa cerimonia sette anni fa. Máxima ha ripescato un fermaglio di dodici anni prima. In una giornata seguita da tutto il Paese, le donne di casa Orange hanno puntato su pezzi già conosciuti.
Prima di comprare un accessorio per il prossimo invito, vale la pena aprire il cassetto di vostra madre o di vostra zia. Una fascia di velluto degli anni Novanta, un pettinino con strass o un nastro di raso possono diventare il vostro cerchietto da cerimonia. Servono un paio di forcine e un pizzico di audacia. Se l’accessorio ha una storia, raccontarla a tavola vale più di qualsiasi etichetta.
E il cappello del matrimonio di vostra cugina, ancora chiuso nella sua scatola? Non regalatelo. Staccate il nastro della tesa e cucitelo su un cerchietto semplice: al prossimo invito avrete un accessorio nuovo che nessuno ha mai visto.




