E’ quanto emerge dal Rapporto del Macfrut Consumers’ Trend, benché “la morsa del gelo che ha afflitto l’Italia nei primi mesi dell’anno” abbia causato “molti problemi alla produzione, alla logistica e alla distribuzione”, si spiega nel report. Nel dettaglio – riporta una nota – con circa 1,3 milioni di tonnellate, gli acquisti di frutta e verdura, sono stati maggiori del 4% circa sullo scorso anno, periodo nel quale non si rilevarono contingenze climatiche come quelle registrate nei mesi scorsi.
In un panorama complicato dal maltempo, la frutta è stata acquistata per volumi superiori alle 711 mila tonnellate (+4% sul primo bimestre 2016), mentre gli ortaggi per oltre 590 mila tonnellate (+5%). Per entrambe le macro categorie, i quantitativi del periodo gennaio-febbraio 2017 sono stati i più elevati della serie storica elaborata da Cso Italy a disposizione (dal 2000). Né ha pesato l’aumento di prezzi dell’ortofrutta, giunta nel periodo in esame a 1,62 euro in media al kg (+3% sul 2016); nello specifico, la frutta è stata acquistata mediamente a 1,47 euro/kg (+2%) e gli ortaggi a 1,80 euro/kg (+3%).
Proprio per le verdure il rischio paventato è del tutto scongiurato: nessuna specie rilevata nel paniere GfK Italia segna quantitativi inferiori allo scorso anno. Così si trovano un +9% di patate, insalate e pomodori, un +7% di carciofi e un +11% di radicchi. Viceversa, sul fronte prezzi medi la situazione climatica si è avvertita nel +11% delle zucchine, nel +7% dei pomodori, nel +6% delle melanzane e nel +5% di finocchi, peperoni e radicchi. In questo comparto, i ribassi del prezzo medio riguardano solo patate (-1%) e carciofi (-3%). La frutta, che in teoria dovrebbe essere coinvolta in maniera meno diretta rispetto agli ortaggi, vede aumenti dei volumi acquistati per tutte le specie tipicamente invernali, con unl +4% delle mele, un +2% delle arance e un +7% delle clementine. Pere leggermente meno performanti con un +1%, mentre la ripresa del kiwi è decisa con il +8%.
AdnKronos

