C’è una valigia mentale che quasi tutti gli italiani hanno già preparato — anche quest’anno. Il problema è che la destinazione, stavolta, è cambiata. Secondo la ricerca “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026” dell’Istituto Piepoli, il 70% degli italiani prevede di partire nei prossimi mesi, ma oltre la metà ha già cambiato o sta ripensando i propri piani. Rincari, instabilità geopolitica e prudenza economica stanno ridisegnando la mappa delle vacanze estive.
Il caro vacanze e il fattore sicurezza
Le stime parlano chiaro: le vacanze in Italia costano in media tra il 5 e il 6% in più rispetto all’estate 2025, trascinate soprattutto dal rincaro dei trasporti e dei voli aerei. Il 34% degli italiani prevede di ridurre il budget per le ferie, mentre il 48% punta a mantenerlo invariato. Solo il 14% ha deciso di non partire affatto. A pesare non è solo il portafoglio. Il 67% degli intervistati dichiara che la situazione internazionale influenza “molto” o “abbastanza” le proprie scelte di viaggio. Il risultato: il 23% ha optato per mete considerate più sicure, e il 21% ha scelto di restare in Italia invece di andare all’estero.
L’Italia torna protagonista
Paradossalmente, l’incertezza sta facendo un favore al turismo domestico. Mare, borghi, laghi e patrimonio culturale si confermano un’alternativa solida — e sempre più ricercata. Roma, in particolare, continua a macinare numeri: nel 2025 ha registrato quasi 28 milioni di arrivi e oltre 62 milioni di presenze, con una crescita che prosegue già nel primo bimestre 2026. Ma la vera novità dell’estate 2026 sono le destinazioni secondarie. Secondo i dati Enit basati sulle prenotazioni di Booking e Airbnb, la domanda verso mete meno frequentate è cresciuta del 18% rispetto al 2025. In cima alla lista: i borghi di Abruzzo, Molise e Friuli Venezia Giulia, e le zone lacustri tra Umbria e Marche.
Come si parte nell’estate 2026
Chi parte lo fa con più attenzione di prima. Le prenotazioni anticipate sono partite già da febbraio: in molti hanno scelto pacchetti con assicurazione inclusa e la formula del pagamento a rate, per non rinunciare alle ferie senza stressare il budget in un colpo solo. Per chi non ha ancora prenotato, qualche indicazione pratica: i borghi dell’entroterra costano mediamente molto meno rispetto alle coste più note, con la stessa qualità dell’accoglienza. Treni regionali e Frecciarossa coprono bene tutta la dorsale adriatica e tirrenica. E le zone lacustri di Umbria e Marche sono ancora sottovalutate — ma probabilmente non per molto.
E l’estero?
Chi vuole spingersi fuori dall’Italia guarda soprattutto al Nord Europa e alla sponda occidentale del Mediterraneo, mete percepite come più stabili. Per il lungo raggio, la Thailandia resta in cima ai desideri, seguita da Stati Uniti e Canada — con i Mondiali di calcio come ulteriore richiamo per chi già pensava di attraversare l’Atlantico. Il consiglio vale in ogni scenario: prenotare adesso. Chi aspetta luglio per decidere troverà prezzi più alti e meno disponibilità — la prudenza, quest’anno, premia chi si muove per primo.

