C’è una cosa che salta all’occhio scorrendo l’elenco di mete italiane che circola in questi giorni nel Regno Unito: Venezia non c’è, ma c’è Padova. Taormina non c’è, ma ci sono Enna e Noto. Gli Uffizi ci sono, però accanto compaiono il Bargello, Orsanmichele e Casa Buonarroti, che a Firenze si visitano senza fare la fila sotto il sole. Non è una classifica di bellezze, è un metodo: spostarsi di un passo di lato rispetto alla cartolina. E siccome quasi tutti quei posti, ad agosto, sono invivibili o irraggiungibili, il momento per ricalcare quell’itinerario è adesso — settembre e ottobre, quando i prezzi scendono e le strade si svuotano.
Veneto senza Venezia: Padova, Vicenza e le Colline del Prosecco
Padova dista mezz’ora di regionale da Venezia e ha, dentro un giardino, il ciclo di affreschi che Giotto completò tra il 1303 e il 1305: la Cappella degli Scrovegni. Qui però l’improvvisazione non è contemplata. La prenotazione è obbligatoria, non si prenota per il giorno stesso, si entra a gruppi contingentati e si sosta prima in una camera di compensazione che stabilizza il microclima. Il biglietto diurno costa 15 euro più un euro di prevendita; quello serale, dalle 19 alle 22, nove euro. Bisogna presentarsi in biglietteria con almeno mezz’ora di anticipo, e sì, chi arriva tardi perde il turno e ripaga. Da lì, Vicenza è a venti minuti di treno e le Colline del Prosecco a un’ora d’auto: metà settembre è vendemmia, il che significa cantine aperte ma anche strade più trafficate nei weekend.
Toscana d’autunno: Val d’Orcia, Crete Senesi e le cantine di Montepulciano
È il pezzo di itinerario che dà il meglio proprio adesso. Con base a Siena si scende verso le Crete Senesi e la Val d’Orcia, tra Montalcino, San Quirico d’Orcia e Pienza, e a Montepulciano si visitano le cantine scavate dentro la collina, sotto i palazzi del centro. Settembre e ottobre sono i mesi giusti per tre motivi concreti: la luce radente che rende quelle colline fotogeniche, le temperature che permettono di camminare anche a mezzogiorno e la vendemmia. Serve l’auto, perché le strade bianche non hanno alternative, e serve calcolare almeno tre notti: gli spostamenti sono brevi in chilometri e lunghi in tempo.
Sicilia dell’entroterra: Noto, Enna e la Riserva dello Zingaro fuori stagione
La Sicilia consigliata oltremanica non è quella delle spiagge affollate: è l’entroterra tra Enna e Noto, il barocco del Val di Noto, i mosaici della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, i templi di Agrigento e le rovine greche di Siracusa. Sulla costa resta la Riserva dello Zingaro, dove le auto non entrano e si cammina lungo il sentiero costiero da una cala all’altra: ad agosto è un forno, a settembre inoltrato il mare è ancora caldo e le cale si affrontano senza soffrire. Anche Palermo cambia carattere: i mercati storici e i quartieri del centro si girano a piedi volentieri solo quando la temperatura scende sotto i trenta gradi.
Salento, Matera e le Eolie: quando conviene davvero il mare del Sud
Porto Cesareo, Nardò e Gallipoli alternano sabbia e barocco, ma i prezzi crollano dopo la prima settimana di settembre e l’acqua resta calda fino a ottobre: è la finestra migliore dell’anno, di gran lunga. Matera va vista nella stessa logica, perché in agosto la pietra dei Sassi restituisce calore fino a sera. Per le Eolie conviene una base a Lipari e i collegamenti in aliscafo verso Salina, Panarea e Stromboli: da ottobre le corse si riducono e il mare mosso può cancellare una giornata di programma, quindi meglio non incastrare le partenze all’ultimo giorno di vacanza.
Dolomiti e laghi: Alpe di Siusi, Como e Iseo con i numeri giusti
L’altopiano dell’Alpe di Siusi, sopra Ortisei, è la tappa alpina che i britannici mettono in cima — e ha regole precise. La strada di salita a Compaccio è chiusa al traffico privato dalle 9 alle 17: si sale con la cabinovia da Siusi allo Sciliar, quindici minuti e oltre ottocento metri di dislivello, andata e ritorno a 30 euro per gli adulti. Dal 29 giugno 2026 i parcheggi in quota vanno prenotati online: 15 euro al giorno il P1 Spitzbühl, 30 euro il P2 di Compaccio. La cabinovia resta in funzione fino ai primi di novembre, quindi settembre e ottobre sono perfetti: sentieri asciutti, rifugi ancora aperti, nessuna coda alle casse. Sui laghi vale la stessa logica laterale: se Como è ormai un classico, l’Iseo è più piccolo, più tranquillo e molto meno caro.
Se dovete prenotare una cosa sola oggi, che sia la Cappella degli Scrovegni: le prenotazioni chiudono il giorno prima e, se non pagate con carta, servono tre giorni lavorativi di anticipo. Tutto il resto di questo itinerario, da qui a ottobre, potete ancora deciderlo la sera prima — ed è esattamente il lusso che ad agosto non avete avuto.





