Il notiziario del traffico, la penultima domenica di agosto, ha un leitmotiv che riconosciamo tutte: code all’altezza di, rallentamenti in prossimità di, tempi di percorrenza raddoppiati. Nel solo fine settimana appena passato, sulle strade e autostrade gestite da Anas, si sono contati oltre ventiquattro milioni di spostamenti, quasi tutti nella stessa direzione: verso casa. E il weekend peggiore deve ancora arrivare, con i rientri del 29 e 30 agosto e la coda che si trascina fino a lunedì 31.
Poi c’è l’altra Italia, quella che ascolta lo stesso bollettino con una certa serenità, perché la valigia la farà fra due settimane. Sono quelle persone che le ferie se le sono tenute per settembre e che, quasi sempre, si godono le stesse località degli altri, ma in una versione migliore: mare ancora caldo, nessuna fila per il lettino, ristoranti in cui si entra senza aver prenotato tre giorni prima. Con un dettaglio che rende la scelta ancora più furba: un costo decisamente inferiore.
Perché a settembre il conto si abbassa (e di parecchio)
Non è un falso mito. Le scuole riaprono, il grosso della domanda si esaurisce e le tariffe di voli e alloggi scendono di conseguenza: giugno e settembre restano i due mesi più economici dell’estate per volare. Che la voce sia girata lo dicono i numeri: le rilevazioni di Federturismo segnalano una crescita dell’8% nelle prenotazioni aeree per settembre 2026, e un’indagine su un campione rappresentativo della popolazione adulta stima in quasi sedici milioni gli italiani che hanno scelto luglio o settembre al posto del blocco di Ferragosto. Fra chi parte, settembre raccoglie il 28,8% delle preferenze, quota che sale al 42,1% nella fascia fra i 65 e i 74 anni.
Cinquecento euro, sette notti: come si fa il conto
Il budget si costruisce così: un centinaio di euro per il viaggio di andata e ritorno, muovendosi fra offerte last minute, e quattrocento euro per sette notti, cioè poco meno di sessanta euro a notte. Con quella cifra non si prenota l’hotel con vista piscina: si prenota un B&B, un ostello con camera privata, un appartamento in condivisione. Ed è precisamente la differenza fra un weekend lungo e una settimana vera.
Una raccomandazione prima di cliccare: quando i prezzi scendono davvero, diventa più difficile distinguere l’occasione dalla trappola. Vale la pena ripassare i segnali che smascherano gli annunci fantasma prima di versare qualunque caparra.
In Italia: quattro posti che a settembre tornano a respirare
Se cercate la montagna senza il contorno da località alla moda, Cardoso, frazione di Stazzema alle porte del Parco delle Alpi Apuane, è la base giusta: pietra, castagni e sentieri verso il Monte Forato, l’arco naturale che buca la roccia. A settembre la temperatura scende quel tanto che permette di camminare tutto il giorno. Si arriva dall’aeroporto di Pisa, una cinquantina di chilometri, oppure in treno fino a Pietrasanta o Viareggio e poi bus o auto.
Castelmezzano, aggrappato alle Dolomiti Lucane di fronte alla gemella Pietrapertosa, resta uno dei borghi più scenografici d’Italia e uno dei meno inflazionati. I vicoli in arenaria salgono fino ai resti del castello normanno-svevo, e chi ha stomaco può provare il volo dell’angelo o il ponte tibetano sospeso fra le rocce. L’aeroporto è Bari, a un centinaio di chilometri; in alternativa treno fino a Potenza e quaranta minuti di auto. Se della Basilicata vi interessa il versante mare, Maratea si organizza con la stessa logica.
A 1.250 metri, all’ingresso meridionale del Parco Nazionale del Gran Sasso, Santo Stefano di Sessanio è un borgo medievale in pietra dominato dalla Torre Medicea, crollata con il terremoto del 2009 e oggi ricostruita e visitabile. Da lì si raggiungono a piedi o in bici Rocca Calascio e Campo Imperatore. Il centro storico funziona come albergo diffuso: dormire nelle vecchie case in pietra costa molto meno che nelle mete alpine blasonate, e a settembre il paese si libera dei turisti di passaggio. Ci si arriva comodamente in auto, oppure in treno o bus fino a L’Aquila e poi autobus locale, tre quarti d’ora.

Foto di Massimiliano Schiazza / ANSA
Per il mare, Donnalucata, frazione marinara di Scicli, deve il nome al racconto arabo di una sorgente che sgorgava cinque volte al giorno, la fonte delle ore. Oggi è sabbia dorata, acqua calma e una notorietà da fiction televisiva. Da Verona si vola su Comiso, a pochi minuti di strada, con tariffe che scendono anche a trenta euro a tratta.
Fuori confine: dove il budget rende di più
Corfù a settembre allenta la morsa turistica e resta calda: la Città Vecchia è patrimonio UNESCO, il Palazzo Achilleion e i bastioni della Fortezza Vecchia valgono la giornata, Paleokastritsa vale il bagno. I voli diretti partono da quasi tutti i grandi scali italiani e l’andata e ritorno si trova anche sotto i 40-50 euro. Per rientrare nel budget, però, evitate Corfù città e le baie più gettonate: in zone come Sidari si dorme anche sotto i 50 euro a notte.
Saranda, sulla Riviera Albanese, è a trenta-quaranta minuti di traghetto da Corfù e costa sensibilmente meno: un tre stelle sta sui 35-40 euro a notte, un quattro stelle sui 60-70. Da lì si raggiungono le spiagge di Ksamil, il parco archeologico di Butrint e la città di pietra di Gjirokastër. La via più diretta è volare su Tirana, con tariffe che partono da 40-45 euro a tratta da alcuni scali italiani, e proseguire in autobus; i collegamenti in nave da Brindisi sono stagionali e non sempre attivi, quindi verificateli prima di contarci.

Foto EPA
Sul confine fra Albania e Macedonia del Nord, il lago di Ohrid è il più antico e profondo d’Europa, tutelato dall’UNESCO. La città ha viuzze acciottolate, case ottomane, la chiesa di Sveti Jovan Kaneo affacciata sull’acqua e, poco fuori, il monastero di Sveti Naum. Attenzione alla finestra: i due voli settimanali diretti da Milano, con tariffe intorno ai 25-30 euro a tratta, restano attivi fino a settembre.
Infine Nessebar, in Bulgaria: una penisola legata alla terraferma da un istmo sottile, tremila anni di storia e un centro storico UNESCO di chiese bizantine, fra cui Santa Sofia e San Giovanni Aliturgetos. La spiaggia sabbiosa comincia appena fuori dalle mura. Si vola su Burgas da Roma, Milano, Napoli e Bologna, con tariffe fra i 28 e i 55 euro a tratta, e mangiare fuori costa una frazione di quello che costerebbe qui.
Il calendario giusto, e un paio di accorgimenti
Se potete scegliere, puntate sulla seconda metà del mese: la prima settimana sconta ancora il rientro generale, e il weekend del 5 e 6 settembre porta con sé gli ultimi flussi pesanti. Muovetevi di martedì o mercoledì, che sono i giorni in cui costano meno sia i voli sia i traghetti, e tenete presente che dopo metà ottobre molte strutture nelle località balneari cominciano a chiudere: la finestra buona è adesso, non fra un mese e mezzo. Poi, quando al bar vi chiederanno com’è andata la vacanza, avrete il piccolo lusso di rispondere che dovete ancora partire.





