Murdoku: il sudoku a tema giallo che ti terrà impegnata sotto l’ombrellone (con la matita in mano)

Ottanta omicidi da risolvere con la logica delle griglie: il libro di Manuel Garand riporta sotto l'ombrellone il piacere lento di matita, gomma e indizi

C’è un momento preciso, in vacanza, in cui il telefono diventa insopportabile. Fa troppo caldo per tenerlo in mano e “scrollare”, la connessione va e viene, e all’improvviso l’unica cosa che sembra sensata è qualcosa di stampato. Quest’anno, in quel momento lì, tra le mani di molti è finito lo stesso libro: il Murdoku. Il nome dice già quasi tutto: murder, omicidio, incastrato dentro la parola sudoku. È una raccolta di ottanta delitti da risolvere non leggendo una storia, ma completando una griglia. E per farlo servono due strumenti che avevamo quasi dimenticato: una matita e una gomma.

Ottanta delitti e una griglia da riempire

Il meccanismo è più semplice di quanto la premessa lasci pensare. Ogni caso presenta una scena — un casinò, un teatro dell’Opera, il caveau di una banca, un torneo di scacchi — con una vittima, una lista di sospettati e una serie di indizi. La griglia va completata rispettando la regola d’oro delle caselle: ogni personaggio può occupare una sola posizione per riga e per colonna. Da lì in poi è un lavoro di esclusione. Si colloca un sospettato, se ne scarta un altro, si sposta un oggetto da una stanza all’altra. L’assassino non viene rivelato da un colpo di scena: emerge da solo, quando resta l’unica persona compatibile con la stanza della vittima. Nessun calcolo, nessuna matematica — solo nomi, luoghi e oggetti da incastrare. I primi casi si risolvono in pochi minuti, poi la difficoltà cresce e la gomma inizia a servire sul serio. L’autore è Manuel Garand, creatore di enigmi canadese di Montréal, e la serie ha già trovato pubblico ben oltre i confini francofoni.

Un viaggio nostalgico tra settimana enigmistica della nonna, sudoku elettronico e i misteri del Professor Layton

Chi ha superato i venticinque anni sa esattamente da dove arriva questo piacere. Arriva dal tavolo di cucina della nonna, con la rivista di parole crociate aperta e la biro che si fermava a metà definizione: “aiutami tu che sei giovane”. Arriva dai pomeriggi in cui si litigava su una casella e si finiva per scrivere a matita, “così poi cancelliamo”. E arriva da un oggetto molto preciso: il sudoku elettronico. Quel rettangolino di plastica con lo schermo a cristalli liquidi e il pennino infilato nella scanalatura laterale o i tastini per spostarsi, che a metà anni Duemila si trovava ovunque, perfino in edicola, e costava dai cinque ai venti euro. Prometteva centomila schemi e tre livelli di difficoltà, funzionava con batterie a bottone che finivano sempre nel momento sbagliato e faceva un bip seccato ogni volta che sbagliavate una casella. Ce lo passavamo in macchina durante i viaggi lunghi, sotto l’ombrellone, in sala d’attesa dal dentista. Era, per molte di noi, il primo gioco a cui abbiamo giocato senza sentirci in colpa: non stavamo facendo niente, ma stavamo “allenando la testa”. Il Murdoku pesca esattamente lì. Prende la struttura che il nostro cervello riconosce da vent’anni e le mette dentro una storia – alla Professor Layton — con la differenza che stavolta la matita è tornata vera, e la gomma pure. Se il tema del cervello allenato vi interessa, avevamo già raccolto le abitudini che aiutano a mantenerlo giovane, e i giochi di logica erano tra le prime della lista.

Perché funziona proprio adesso

La ragione del successo, però, non è solo nostalgia. È che il Murdoku fa una cosa che i nostri schermi non fanno più: finisce. Un caso si apre, si chiude, e dopo trenta o quaranta minuti avete una risposta netta. Nessun feed infinito, nessuna notifica, nessuna sensazione vaga di non aver concluso niente. È lo stesso conforto che cerchiamo in altri piccoli rituali di carta e abitudine — non troppo diverso dal motivo per cui continuiamo a leggere l’oroscopo ogni mattina anche dicendo di non crederci. C’è poi il fatto che si può giocare in due. La griglia sta su una pagina sola, quindi si guarda insieme, si discute, si accusa il maggiordomo sbagliato. In spiaggia, in montagna o su un tavolo la sera, diventa la cosa più simile a una serata di giochi da tavolo senza dover tirare fuori la scatola.

Quanto costa e come giocarci senza rovinare il libro

L’edizione italiana è pubblicata da Magazzini Salani, conta 208 pagine in brossura ed è arrivata in libreria il 2 giugno 2026 al prezzo di copertina di 14,90 euro. Si trova nelle librerie fisiche e sui principali store online. Tre accortezze pratiche, imparate a spese di chi ci ha provato prima. Primo: usate una matita HB e una gomma decente, perché sui casi avanzati cancellerete molto e la carta patinata non perdona la penna. Secondo: fotocopiate o fotografate la griglia dei casi che volete rigiocare o passare a qualcun altro, perché il libro si consuma in fretta se gira per casa. Terzo: non partite dal caso numero ottanta per vedere quanto siete brave, perché la difficoltà è progressiva e serve prendere confidenza con la regola prima di alzare l’asticella. Se dovete portarvi una cosa sola in valigia, questa occupa poco, non ha bisogno di batteria e vi tiene compagnia per settimane. Iniziate dal primo caso stasera: scommettiamo che al terzo starete già accusando qualcuno ad alta voce.