C’è un profumo che, questa estate, non è quello che vi aspettate. Non fiori, non agrumi, non vaniglia. Pomodoro. Anzi: le foglie del pomodoro, quel verde pungente e un po’ amaro che resta sui polpastrelli quando sfiorate la pianta sul balcone. È l’odore dell’orto della nonna, del pranzo che deve ancora arrivare, dell’estate nella sua versione più vera. E qualcuno ha deciso di imbottigliarlo. La maison spagnola che da anni gioca con questa nota verde — la stessa che del pomodoro ha fatto una specie di feticcio — ha appena allargato la linea con due novità che stanno facendo parlare: uno scrub corpo e una crema mani, quest’ultima completa di un piccolo spremi-tubetto argentato che, diciamolo, sul lavandino fa la sua figura. Il segnale è chiaro: del pomodoro, per ora, non ci si stanca.
Tutto è nato da un tweet (e da un pomodoro storto)
Rewind al 2024. Qualcuno commenta online la foto di un pomodoro cuore di bue particolarmente bitorzoluto, uno di quelli imperfetti e gonfi da orto vero, e scrive che è “così Loewe che non so spiegarlo”. Il post esplode, decine di migliaia di cuori. Poco dopo arriva una pochette a forma di quel pomodoro, e l’ortaggio più democratico del mondo si ritrova promosso a oggetto del desiderio. Il direttore creativo di allora, Jonathan Anderson, ha giurato che la coincidenza fosse casuale: a noi piace pensare di no. Da lì è partito tutto, e non si è più fermato.
Perché un odore di orto ci fa impazzire
Da qualche tempo il profumo ha smesso di essere un dettaglio e ha iniziato a raccontarci. Scegliamo una nota come sceglieremmo una frase da ripetere: dice da dove veniamo, come vogliamo sentirci, di che umore siamo oggi. Lo avete notato perfino con il profumo del bucato, diventato una piccola firma quotidiana. Il pomodoro gioca la stessa partita, ma con una carta in più: la memoria. Appartiene alla famiglia olfattiva “green”, quella verde e vegetale, e nelle versioni per il corpo intreccia abete, muschio di quercia e ribes nero. Non profuma di lusso: profuma di casa. Ed è proprio questo, oggi, il lusso.
Dall’insalata alla pelle: l’orto è ovunque
Il bello è che il pomodoro non si è fermato al flacone. È lo stesso ingrediente che, a tavola, l’estate ci chiede di amare in due modi opposti e ugualmente giusti, crudo e cotto. Ed è la stessa ondata verde che ha portato le erbe dell’orto, dal basilico alla lavanda, persino dentro il gelato fatto in casa. Profumeria, cucina, dessert: il confine tra ciò che si mangia e ciò che si indossa si è fatto sottilissimo. E se a prendersi il trono del pomodoro è una casa spagnola non è un caso, visto che l’ortaggio arrivò in Europa proprio dalla Spagna, nel Cinquecento. Più che una moda, una rivendicazione. Tanto che, nonostante il recente cambio di guida creativa — via Anderson, dentro il duo ex Proenza Schouler Jack McCollough e Lazaro Hernandez — il pomodoro è rimasto al suo posto. Certe ossessioni sopravvivono a chi le ha inventate.
Come portarlo, senza svenarvi
I nuovi arrivati — scrub e crema mani — viaggiano intorno ai novanta e ai sessanta dollari, e si aggiungono a candele, incensi, spray per la casa, saponi liquidi e a un sapone solido quasi scultoreo, con tanto di corda di lino, ispirato ai riti del bagno di greci e romani. Belli, certo, ma ormai anche molte profumerie e marchi più accessibili hanno la loro versione dell’accordo verde, basta controllare le etichette. E poi c’è il trucco a costo zero, il più bello: una passata di mani tra le foglie della pianta sul balcone, e per dieci minuti avrete addosso la fragranza di cui parlano tutte. Durerà? Per l’estate, quasi di sicuro. Poi si vedrà. Ma un profumo che sa di casa, di solito, di moda non passa mai davvero.

