Aborto: proteste a Bruxelles con cartelloni “shock”, la polizia interviene con la confisca [GALLERY]

  • La Presse/ Dabkowski,Wiktor
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Aborto si – aborto no. La perenne diatriba non stenta a sedarsi e continua a dividere l’opinione pubblica mondiale: stamani, davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles un gruppo di manifestanti ha protestato contro l’aborto mostrando  cartelli con immagini shock di bambini mai nati

La Presse/ Dabkowski,Wiktor
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Non è semplice schierarsi a favore o contro l’aborto. Perchè non è solo questione di condividere un’opinione e portarla avanti, ma è qualcosa di più: si tratta di comprendere se l’aborto si possa intendere come l’omicidio di un bambino o se l’aborto sia un legittimo diritto di una donna ad avere potere sul suo corpo e sulla propria libertà di scelta. Tutto è opinabile e può facilmente innescare discussioni non facili da affrontare e che abbracciano fattori ed aspetti molto delicati. Impossibile giudicare, sia chi lo pratica o è d’accordo nel praticarlo, così come è impossibile giudicare chi invece lo considera un omicidio e si scaglia aggressivamente anche contro le Istituzioni che sembrino appoggiare questo “infanticidio”. Continuano le proteste, quindi. Stamattina, un gruppo di manifestanti polacchi si è recato dinnanzi al palazzo dove ha sede il Parlamento Europeo, a Bruxelles, per manifestare contro la legalità dell’aborto e dunque, a detta dei manifestanti, significherebbe legalizzare un omicidio a tutti gli effetti. La protesta si è poi maggiormente accesa anche a causa dei cartelloni che i manifestanti hanno mostrato: immagini davvero incommentabili e forse fin troppo esagerate anche per lo scopo a cui miravano, ovvero, scoraggiare i sostenitori dell’aborto per convincerli che è qualcosa di orrendamente sbagliato.

La Presse/ Dabkowski,Wiktor
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Ma, il fine non sempre giustifica i mezzi; e questa volta sembra che il limite sia stato oltrepassato. Immagini di feti in via di sviluppo coperti di sangue facevano bella mostra sui cartelloni giganti. Uno spettacolo orripilante. La polizia ha dovuto procedere con il sequestro di tutti i cartelloni per evitare che continuassero ad essere mostrati.

Sicuramente, l’obiettivo dei manifestanti era proprio quello di “colpire” l’opinione pubblica e ci sono riusciti.

La continua diatriba fra chi è pro aborto chi no, sembra dunque essere infinita ed immortale. Del resto è impensabile che l’intero globo terrestre possa giungere ad una decisione comune su questo particolare aspetto della società. Ad influenzare una decisione del genere infatti subentrano molti aspetti diversi: dalla cultura, alla religione, ma anche i principi ed i valori a cui si ispira la propria vita, alla società in cui ognuno è abituato a vivere con una netta differenza di pensiero fra i paesi più Occidentalizzati e quelli più orientalizzanti. Ma non solo, la linea di separazione è ben visibile anche all’intero dell’opinione pubblica di uno stesso paese, che appunto come è successo a Bruxelles, si divide per chi è a favore dell’aborto o lo considera una pratica medica che dovrebbe essere permessa a qualunque donna. E chi invece, lo considera un omicidio a tutti gli effetti e dunque assolutamente ingiusto poichè nessuno può decidere sul legittimo diritto alla vita di una persona, seppur questa persona ancora sia solo un piccolo feto.