Caterina Marino

“Comandare è fottere”: le regole non scritte per la scalata al successo

“Comandare è fottere”: le regole non scritte per la scalata al successo

Le aziende sono sepolcri imbiancati, guidate da regole non scritte che riservano la scalata al successo solo ad alcuni eletti, perché come dice Celli “Comandare è fottere”

bigstock-young-business-man-leader-of-a-45048118Un percorso brillante, laureati col massimo dei voti in tempi stretti, così vogliosi di accogliere le nuove sfide che il mondo del lavoro lancerà, e poi? Inizia la retrocessione, il doversi vedere sbattute porte in faccia e il voler iniziare a desiderare di meno accontentandosi delle briciole, dopo aver sofferto di depressione post lauream, è il percorso tipico di uno studente italiano. Il mondo del lavoro è una giungla e i re della foresta, dall’alto della loro posizione, difficilmente assumono qualcuno che un giorno non gli possa tornare utile o che sia altamente competente e contemporaneamente scaltro, da intralciare il loro percorso. Come spiega Pier Luigi Celli, in “Comandare è fottere”, il principio cardine di ogni azienda, anche  di quella specializzata ad imbiancare il proprio sepolcro, è la crescita personale, la scalata alle cariche di comando. Nel codice non scritto delle regole aziendali, dietro alla faccia mascherata di principi umanitari di rispetto e fiducia della cara azienda che con un magnifico sorriso cerca di metterti a tuo agio per cercare di farti rendere al massimo, c’è il sistema di burattinai che ti fa sentire il profumodella possibilità di crescita senza mai fartici arrivare. Celli dice che non è facile ottenere la la leadership,e ancor più difficile è farsela soffiare. Il potere si tramanda di padre in figlio e  per arrivare ai piani alti devi essere o figlio di, oppure figlio di nessuno ma talmente tanto affamato da diventare qualcuno.

Independent-LeaderQualche piccola promozione viene elargita a chi fedelmente fa per anni il galoppino portando borse senza mai fare una piega. Sappiate però che Celli dice una cosa importante, che la speranza di farcela, di ottenere successo e potere viene spenta ancor prima di essere accesa (anche perchè se viene accesa si autoalimenta). Il mondo delle disillusioni è quello più sicuro per vivere la realtà ma è lo stesso mondo che ci farà smettere di lottare, che ci farà ringraziare il nostro datore di lavoro per consentirci di sopravvivere.

great-leadersAvere la consapevolezza che essere talentuosi è solo un misero punto di partenza che garantisce il ticket d’ingresso, significa vivere con i piedi per terra, ma bisogna fare attenzione a non varcare quel limite oltre il quale la disillusione diventa un’ancora che non ci consentirà mai di spiccare il volo. Accontentarsi significa poco a poco morire, non lavorate gratuitamente, non avrete tempo per alimentare il fuoco della vostra mongolfiera,la sera sarete  stremati ed insoddisfatti arrivando al venerdì con il reflusso esofageo, non abbiate paura di desiderare di più, ammettere di non volersi accontentare è la spinta archimedica che farà tagliare i traguardi per l’Olimpo. Non arrenderti facendoti rubare le risorse in modo sterile, spendile con l’obbiettivo di crescere.  Purtroppo l’Italia come dice Celli stesso, avrebbe bisogno di capi all’ Adriano Olivetti :” solo responsabilità, etica professionale ed interesse al bene comune”. Nel libro “I capi-L’arte del comando spiegata al popolo”, Celli spiega chi sono i veri capi buoni e come riconoscerli per non farsi ingannare e sfruttare, perdendo tempo.

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